L’AQUILA – Spunta un terzo indagato nella nuova inchiesta della procura della Repubblica dell’Aquila che indaga sui lavori di ricostruzione di beni culturali e religiosi e coinvolge una quindicina di persone che orbitano nel mondo della Curia arcivescovile e della direzione regionale del ministero dei Beni culturali.
Come nel caso dei primi due indagati, anticipati nei giorni scorsi da AbruzzoWeb, anche il nome della terza persona iscritta nel registro delle notizie di reato è divenuto noto dopo lo svolgimento di una perquisizione domiciliare, ed è legato alle vicende dei beni culturali.
Si tratta di Vincenzo Altorio, detto Enzo, giornalista, titolare di un’azienda editoriale, in stretti rapporti con uno degli indagati già noti, il funzionario della direzione Mibac Alessandra Mancinelli.
Nel post-terremoto Altorio ha curato alcuni libri: Misaq, messe in sicurezze all’Aquila, con il coordinamento editoriale dell’ex vice commissario alla Tutela dei beni culturali, Luciano Marchetti, presentato negli Stati Uniti, al Senato e di recente anche a Udine, e Memento Aquila, che contiene 99 testimonianze di importanti personaggi sul capoluogo abruzzese e ha l’alto patrocinio della presidenza della Repubblica.
La realizzazione di questi volume viene passata al setaccio dai poliziotti della squadra Mobile, che stanno curando il sottofilone dei beni culturali, mentre si verifica anche la creazione di un sito Internet che, secondo quanto si è appreso, sarebbe stato finanziato ma mai stato pubblicato online.
I tre nomi fin qui noti sarebbero quelli più rilevanti dell’inchiesta, mentre gli altri restano coperti dal massimo riserbo anche se potrebbero essere di persone più note.
Intanto, per quanto riguarda il filone dei lavori in edifici religiosi, si è appreso che l’ultimo indagati noto, Massimo Vinci, imprenditore siciliano che si è stabilito a San Demetrio (L’Aquila), è responsabile dell’impresa Cai a cui il parroco di santa Maria Paganica, don Renzo Narduzzi, deceduto nei giorni scorsi, aveva affidato i lavori di ricostruzione della chiesa sventrata dal sisma e di 4 unità immobiliari adibite ad appartamenti, oltre che delle parti comuni.
L’inchiesta è divenuta pubblica dopo un blitz da parte della Guardia di finanza aquilana presso la sede provvisoria dell’Arcidiocesi nel nucleo industriale di Pile, e della squadra Mobile del capoluogo a Villa Gioia, dove si trova la sede della direzione Mibac. In entrambi i casi sono stati sequestrati documenti.
Da quanto si apprende, tra i reati ipotizzati i più gravi sono di corruzione e turbativa d’asta.
A seguire questa complessa inchiesta è un pool di magistrati: il procuratore della Repubblica, Fausto Cardella, e i sostituti Antonietta Picardi e David Mancini.






