L’AQUILA – Continua a raccogliere adesioni l’appello lanciato dal capogruppo del Partito democratico in consiglio comunale, Maurizio Capri, a sostenere la battaglia per i fondi per la ricostruzione dell’Aquila.

A sposare la causa, anche i capigruppo dell’Italia dei valori e di Alleanza per l’Italia, rispettivamente Giuliano Di Nicola e Pierluigi Mancini.

Di Nicola assicura “sin da ora la fattiva partecipazione a ogni iniziativa che possa dare un serio contributo a far sì che la ricostruzione finalmente bene avviata non abbia a fermarsi”. Per Mancini , “di fronte alla ricostruzione della nostra città, non deve esistere maggioranza né opposizione ma il Consiglio comunale, come soggetto unico, espressione di tutte le voci, garante di tutte le diversità”.

DI NICOLA (IDV): “OK AD AZIONI CONCRETE DI PROTESTA”

Siamo di nuovo tornati al punto di partenza e al solito refrain: i soldi per la ricostruzione sono finiti.

Non è possibile che ogni anno bisogna recarsi a Roma con il cappello in mano e pietire qualche contributo per poter continuare la ricostruzione di una delle città storiche più importanti d’Italia.

È sotto gli occhi di tutti, anche dei più distratti osservatori , che la ricostruzione dell’Aquila ha preso a correre, basta solo osservare il numero di Gru presenti oggi in città.

Purtroppo i finanziamenti sono terminati e il governo nazionale promette solo pochi spiccioli per continuare lungo la strada intrapresa. Di questo passo per la ricostruzione sono facilmente prevedibili tempi biblici.

Bene ha fatto il sindaco dell’Aquila a lanciare l’allarme e a riunire tutte le forze politiche, sociali e imprenditoriali della città per intraprendere azioni concrete di protesta per ottenere finanziamenti certi e continui. 

A nulla vale recriminare sulla tanto invocata e mai concessa “tassa di scopo”, ma il concetto di fondo è che è necessario un provvedimento da parte del governo che sia in grado di garantire flussi di finanziamento costanti e certi.

Questa battaglia è di tutti i cittadini aquilani al di là di ogni appartenenza politica. È questa una prova cruciale di maturità civile che deve impegnare tutti; ci troviamo di fronte allo snodo cruciale: solo in presenza di finanziamenti garantiti questa città potrà risorgere, viceversa sarà condannata ad una lenta  ed inesorabile agonia.

Come appartenenti all’IdV raccogliamo con entusiasmo l’appello del sindaco e del capogruppo del Pd, l’avvocato Maurizio Capri alla mobilitazione, assicurando sin da ora la fattiva partecipazione a ogni iniziativa che possa dare un serio contributo a far sì che la ricostruzione finalmente bene avviata non abbia a fermarsi e credo che sia interesse delle forze di minoranza in Consiglio dare il loro concreto apporto, in modo particolare deve essere interesse del Pdl e degli altri partiti che hanno rappresentanti nel governo nazionale delle larghe intese.
  
MANCINI (API): “UNITI NELLA BATTAGLIA”

Aderisco pienamente all’appello lanciato dal capogruppo del Pd in consiglio Comunale, Maurizio Capri.

Non è più il momento di procedere con posizioni, le più diverse, sull’erogazione dei fondi per la ricostruzione ma è gesto di grande responsabilità civile come politica quello di procedere compatti verso un obiettivo unico che è quello della ricostruzione della città dell’Aquila.

Una città che non può e non deve fermarsi e un governo che non può e non deve trattenerci con semplici palliativi ma deve impegnarsi affinché i diritti dei cittadini dell’Aquila siano gli stessi dei cittadini dell’Emilia Romagna.

La legge di stabilità avrebbe dovuto rappresentare, per noi, la certezza di poter rispettare il cronoprogramma, la certezza di veder fiorire nuovi cantieri e chiudere quelli già aperti. 
E invece, così com’è, sta disattendendo le sacrosante aspettative di una città che non c’è la fa più e che vive il suo dolore e le sue preoccupazioni, con la paura di essere fraintesa dal resto del Paese, di passare per incontentabile o ancor peggio, per irriconoscente. 

Uniti nella nostra battaglia, la battaglia di una città capoluogo di regione, possiamo confrontarci col governo con una forza in più: quella della consapevolezza dei nostri diritti, della consistenza delle nostre ragioni, della forza della nostra dignità.

E per questo che, di fronte alla ricostruzione della nostra città, non deve esistere maggioranza né opposizione ma il Consiglio comunale, come soggetto unico, espressione di tutte le voci, garante di tutte le diversità.

Univocità di intenti, allora, anche se dovesse essere necessario affrontare la strada della protesta o meglio, della rivendicazione di un diritto: quello di veder ricostruita la nostra città nei tempi dettati dal crono programma.