L’AQUILA – Nella seduta di oggi della commissione di Controllo e garanzia del Consiglio comunale dell’Aquila è stato ascoltato il titolare dell’ufficio speciale per la ricostruzione (Usra), Paolo Aielli, in merito a un documento pubblicato sul sito della struttura lo scorso 6 giugno sulle cosiddette “priorità attuative dei sub ambiti”, in contrasto con la determina del Comune numero 90 del 23 maggio 2014.
A questo proposito, nel ricordare che quella del suo ufficio era “semplicemente una proposta e non un atto operativo”, Aielli si è mostrato “disponibile a recepire quanto richiesto dal Comune dell’Aquila”.
A tutta prima, sembrerebbe un tentativo di pacificazione da parte del manager pubblico, ennesima tappa della guerra in corso tra l’amministrazione comunale e l’ufficio, nato dopo la fine del regime commissariale per il post-terremoto e il ritorno alla gestione ordinaria degli enti locali.
Le scorse settimane Aielli ha sollevato alcune obiezioni in un’intervista ad AbruzzoWeb su un piano del Comune per ottenere fondi, e le sue critiche hanno causato la reazione violentissima dell’assessore Pietro Di Stefano, che ha definito quello dell’Usra “un commissariamento strisciante e occludente”.
Nei giorni successivi la guerra è proseguita con alcune prese di posizione del sottosegretario all’Economia con delega alla Ricostruzione, Giovanni Legnini, e del presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, che ha annunciato il ritiro della firma necessaria a far esistere l’Usra.
L’Usra ha istruito, in 11 mesi, circa 900 milioni di euro di progetti, di cui il 45% basato sull’utilizzo di schede parametriche.
In questi giorni, l’ufficio ha stanziato, in due rate, circa 500 milioni di euro, attualmente disponibili nelle casse comunali.
“Dal momento che la ricostruzione pesante può dirsi oggettivamente avviata – scrive il presidente della commissione, Raffaele Daniele – riteniamo che sia necessaria una ritrovata armonia tra il Comune e l’Usra al fine di procedere verso una rapida ed efficace ricostruzione del nostro territorio”.
“Ciò che preoccupa, piuttosto, è quanto emerso nella seduta riguardo ai numerosi ricorsi in atto, di fronte ai quali l’amministrazione non è in condizione di resistere efficacemente in giudizio – aggiunge – unitamente alle lamentele degli uffici circa la qualità dei progetti presentati e la lungaggine nel presentare integrazioni da parte dei tecnici, elementi che peserebbero non poco sui tempi di approvazione delle pratiche”.
“La commissione Controllo e garanzia ritiene di dover approfondire questo aspetto, anche ascoltando gli ordini professionali, al fine di rendere più efficiente l’iter che porti la nostra città ad essere finalmente ricostruita”, conclude Daniele.



