L’AQUILA – Come già anticipato da AbruzzoWeb lo scorso 17 novembre, sotto l’albero di Natale gli aquilani troveranno 80 milioni per la ricostruzione con la pubblicazione del 19° elenco di contributi per finanziare i lavori privati.
Nell’elenco dovrebbe rientrare anche la parte privata del mega-aggregato del Duomo di San Massimo, un’opera del valore di 35 milioni che, però, non comprende la Cattedrale in sé, che andrà aggiudicata con appalto pubblico da ulteriori 10 milioni che sarà finanziato tramite delibera Cipe.
“Il progetto è all’esame della Soprintendenza, che a giorni dovrebbe rilasciare il parere definitivo, sia dal punto di vista tecnico che economico”, annuncia l’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano al quotidiano Il Centro.
La commessa privata è stata aggiudicata dal Consorzio “Sant’Emidio” all’associazione temporanea di imprese (Ati) composta da Sac Spa dell’imprenditore Emiliano Cerasi, Costruzioni Iannini Srl e Dp Restauri Srl, che ha vinto il “bando della discordia”, la gara d’appalto privata lanciata sul quotidiano economico Il Sole 24 Ore dal Consorzio in un clima di polemiche, a causa dei requisiti richiesti tali da far fuori dalla corsa tutte le aziende locali.
Le operazioni sono durate anni sia per la contesa sulla natura di bene pubblico o privato della chiesa, con ingerenze della Curia e dei vescovi abruzzesi sul governo portate alla luce da inchieste giudiziarie, sia per l’impasse all’interno del Consorzio con un rimpallo di responsabilità contro la stessa Arcidiocesi.
E intanto, come già più volte documentato da questo giornale, complice la mai realizzata copertura provvisoria del tetto, sfondato dalla forza del sisma, cresce l’erba all’interno dello storico pavimento, sugli altari e sugli arredi rimasti come un organo antico ormai completamente danneggiato, e passano le estati e passano gli inverni.



