L’AQUILA – Consolidamento strutturale e restauro delle parti decorative: su queste due fasi si sta articolando il restauro della Fontana delle 99 Cannelle, il primo cantiere di recupero di un bene storico a essere stato aperto dopo il sisma del 6 aprile 2009. Sul cantiere si lavora alacremente e il ripristino del monumento potrebbe concludersi, salvo imprevisti, entro il mese di gennaio del 2011.

Partito lo scorso aprile, il recupero del monumento di Borgo Rivera, uno dei simboli della città, è portato avanti grazie all’iniziativa del Fondo Ambiente Italiano (Fai) che, attraverso la campagna “Sos Monumenti Abruzzo”, è riuscito a raccogliere oltre 600 dei 750mila euro, necessari per il restauro.

All’iniziativa hanno aderito più soggetti, privati, professionisti, società imprenditoriali e in più il pilota di Formula Uno, Jarno Trulli, che ha dato un apporto fondamentale attraverso l’associazione “Abruzzo nel cuore” contribuendo ad arrivare alla cifra utile per i lavori.

La Edimo Restauri, azienda del Gruppo Edimo dell’Aquila, è tra le ditte che stanno curando i lavori di ripristino della fontana monumentale, con il supporto della Eugeni Pericle Srl,  dello Studio Salvatici Ripa di Meana, dello Studio Walter Bianchi, dello Studio Menichelli, e degli sponsor Borsa Italiana, Assosim, Grimaldi Immobiliare e Mapei.

“Suddivisi in due distinte fasi – spiega il responsabile del cantiere, Giancarlo Iarusso – i lavori stanno interessando sia il consolidamento strutturale con il risanamento delle perdite d’acqua che il restauro delle parti decorative e la ripulitura dalle macchie e dai licheni”.

IL CONSOLIDAMENTO DELLA STRUTTURA

“Parte delle mura di Borgo Rivera – continua – danneggiate dal sisma, che interessano la struttura della stessa Fontana, sono state ricostruite ed è stato ricucito il punto di unione tra la Porta del borgo e le mura. I contrafforti interni ed esterni smontati e rimontati dopo catalogazione numerica e fotografica. Le pietre delle mura esterne ripulite e risanate attraverso l’utilizzo di malte elastiche”.

IL RESTAURO DELLE PARTI DECORATIVE

“È stata effettuata – continua Iarusso – la ripulitura della pavimentazione attraverso l’utilizzo di biocidi. I lavori hanno interessato anche tutte le superfici in pietra, compresi i mascheroni e le vasche. Tre i restauratori professionisti impegnati, Loreto Fulminari e Beatrice Peducci dell’Aquila e Manuela Panzarani di San Severino Marche. Abbiamo rimosso le vecchie malte e i cementi dei conci in pietra dei cornicioni e rinforzato le stesse parti”.

LA SCOPERTA SUI CONCI

“Durante i lavori di ripulitura dei conci in pietra – ha svelato – i restauratori hanno scoperto che gli stessi sono stati siglati singolarmente con le iniziali F – M – A, dagli scalpellini che li realizzarono”.

CAPTAZIONE DELLE ACQUE

“Da numerose ricerche effettuate all’interno dei cunicoli delle sorgenti – conclude Iarusso – è stata verificata la provenienza di alcune direttrici dell’acqua dal muro di controterra. Si sta cercando di evitare che l’acqua fuoriesca dalle mura della Fontana”.