L’AQUILA – Manca da fine luglio il dirigente che deve firmare il contratto, si bloccano i lavori di ricostruzione da 11 milioni di euro della sede della Provincia in via Sant’Agostino.
Questa l’assurda situazione riscontrata da AbruzzoWeb, da inquadrare nella più generale problematica della ricostruzione pubblica post-terremoto 2009 che va a passo di lumaca, e confermata dal responsabile unico del procedimento, l’ingegnere della Provincia Massimo Di Battista.
Nonostante la fase dei ricorsi vari che purtroppo contraddistingue quasi ogni appalto pubblica sia esaurita da oltre un anno, la ditta vincitrice non viene ancora chiamata a firmare il contratto di appalto a seguito del quale, poi, dovrà essere stilato il progetto esecutivo che l’ente deve approvare e successivamente va depositato al Genio civile.
La situazione, tra l’altro, pregiudica anche lo stato di avanzamento dei cantieri limitrofi, di natura privata, che subiscono disagi dai tempi biblici della ricostruzione pubblica.
“È vero, non si riesce a firmare il contratto perché manca il dirigente e io sono un dipendente, non posso sostituirmi a quella figura”, spiega il rup Di Battista.
Il dirigente non c’è più da un mese e mezzo, ovvero da quando è scaduto l’incarico attribuito dal precedente presidente, Antonio De Crescentiis, al dirigente Paolo Collacciani.
Dovrebbe essere in corso l’iter per la nomina del rimpiazzo, secondo quanto previsto dall’articolo 110 del Testo unico degli enti locali (decreto legislativo 267 del 2000): un incarico a contratto a tempo determinato che andrà firmato dal nuovo presidente, Angelo Caruso.
Quest’ultimo, interpellato da questo giornale, si dice a conoscenza del problema e promette uno sblocco.
“Cercheremo di dare corso, avvio, ripresa e impulso a tutte le attività che giacciono ferme, in una condizione di sospensione credo anche motivata, ma sicuramente non irrisolvibile”, afferma.
“Dobbiamo sollecitare e rimuovere tutti gli ostacoli che inibiscono la prosecuzione dei lavori e, laddove necessario – avverte il presidente – resettare anche le scelte e riavviarle per arrivare a rapidi risultati”.
A realizzare i lavori sarà un’associazione temporanea di imprese (Ati) composta in origine dal consorzio Coveco, che ora ha cambiato nome in Kostruttiva, e dall’impresa Guerrato, entrambe venete. Per conto del consorzio, in particolare, sarà l’azienda consorziata Clea a svolgere in concreto i lavori.
La Ati aveva vinto l’appalto, ma non aveva potuto iniziare i lavori a causa del ricorso della seconda classificata, il raggruppamento di imprese (Rti) tra la romana Sac e l’aquilana Costruzioni Iannini.
I lavori alla sede della Provincia sono attesissimi dal momento che il ritorno in centro storico di uffici pubblici può riportare attività commerciali “satelliti” e, quindi, la vita “diurna” della città, fin qui al contrario limitata al viavai di operai al lavoro nei cantieri e concentrata piuttosto nella movida notturna.
L’amministrazione provinciale ha fatto sapere che attualmente paga 944.018,92 euro all’anno per affitti delle sedi.
In particolare, a Palazzo Tazzi 205.326 euro, a Palazzo Del Lavoro 447.984, a via Monte Cagno 181.084,60 e al Capannone Palmerini, in scadenza il 30 settembre ma in procinto di essere rinnovato, 109.624,32 euro.
Tempo fa è stato lanciato un bando per reperire una sede unica dove concentrarsi in attesa del rientro, appunto, in via Sant’Agostino.



