L’AQUILA – L’emendamento per i 600 milioni di euro mancanti per l’annualità 2026 della ricostruzione post sisma del 2009 a firma dei senatori abruzzesi Guido Liris, capogruppo FdI della  commissione Bilancio del Senato e da Etel Sigismondi, segretario regionale del partito, non sarà inserito nel dl economia, ma al suo posto arriverà in aula un ordine del giorno vincolante, per blindare l’ottenimento della somma entro l’anno.

Lo slittamento del provvedimento, rivela ad Abruzzoweb lo stesso senatore Liris, “è stato motivato dal fatto che ad oggi non è possibile determinare con esattezza la copertura economica, perché essa, prevede l’emendamento, deve essere a valere, prioritariamente sulle risorse non spese in altre emergenze sismiche e sui fondi destinati, e anche qui non spesi, per la realizzazione di infrastrutture”.

Quel che conta è che c’è stato in commissione il parere positivo del Ministero dell’Economia, che però ha sottolineato che occorre anche attraverso una rigorosa istruttoria del degli uffici speciali della ricostruzione del Comune dell’Aquila, Usra, e dei comuni del cratere, Usrc, per quantificare con esattezza il fabbisogno, visto che la cifra di 600 milioni è da ritenersi a larghe spanne.

Alla domanda, “ci sono state resistenze dai commissari straordinari delle altre ricostruzioni post sisma’”, Liris risponde, “per quel che riguarda la struttura commissariale della ricostruzione 2016 è stato affermato che loro spenderanno tutte le risorse, ma il punto è un altro, la contabilità speciale è una cosa seria,  i dati saranno oggettivi, in base alle prenotazioni fatte in ragioneria generale dell0 Stato, saranno i calcoli degli uffici ministeriali a determinare se ci saranno e in che misura risorse che per varie ragioni non potranno essere spese nel 2026, e che dunque potranno essere dirottate alla ricostruzione 2009. In ogni caso la copertura sarà garantita anche con altre risorse di bilancio”.