L’AQUILA – C’è scaricabarile tra istituzioni sulla paralisi dei 2 miliardi di euro impegnati 3 anni fa dall’Inail per la ricostruzione dell’Aquila: la Regione e la Provincia dell’Aquila accusano il Comune capoluogo che, a sua volta, accusa l’Inail stessa, chiudendo il circolo vizioso.
Un assurdo rimpallarsi di responsabilità tra enti, che da un lato impedisce di capire le reali responsabilità passate ma soprattutto quelle presenti su questa stasi del malloppo, e dall’altro lato finisce per danneggiare sempre gli stessi, i cittadini che restano senza il becco d’un quattrino.
I paletti sono ormai noti, qualsiasi progetto finanziato con quei fondi deve essere produttivo per l’Inail, produrre un 3% di reddito, e inoltre i lavori vanno assegnati con procedure indirette, gare d’appalto e vaglio del ministero dell’Economia, una mannaia economica.
Parlando con AbruzzoWeb, il presidente della Regione, Gianni Chiodi, rimpiange il suo ruolo di commissario per la ricostruzione e ammette di poter muoversi poco politicamente solo come governatore; il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, ribadisce di essersi mosso ma che ora la palla è del Comune; e in questo senso il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, accusa l’Inail di essere incapace di investire quei soldi anche per rifare la sua stessa sede.
CHIODI: “NON SONO PIU’ COMMISSARIO, PRESSING SPETTA AL COMUNE”
“Sono passati 4 anni e i presidenti dei Consigli dei ministri sono variati in continuazione e così i ministri dell’Economia e di conseguenza quello che diceva un premier non è detto che sia stato oggetto di continuità”, spiega Chiodi rispondendo a una domanda sugli scarsi effetti concreti avuti 2 anni dopo la sua cena con Mario Monti successiva alla prima e unica visita del professore all’Aquila come premier.
“Fino a quando sono stato commissario per la ricostruzione, e avevo informazioni molto più dettagliate, non c’era ancora con chiarezza la somma messa a disposizione dal ministero dell’Economia all’Inail per gli investimenti sull’Aquila – prosegue – Poi si era concordato che fossero oggetto di una evidenza pubblica, cioè che ci fossero procedure trasparenti, tuttavia ancora non si sono verificate, evidentemente non c’è ancora contezza dei fondi a disposizione”.
Che cosa può fare oggi il governatore? “Posso telefonare a chiunque ma con il ruolo ministeriale i miei compiti erano molto più pregnanti – si rammarica – Oggi la mia è una funzione di rappresentanza politica in quanto istituzione, ma non ha più i poteri del commissario. Oggi questi poteri sono in capo agli enti locali, purtroppo soprattutto quello aquilano”, conclude con la consueta nota polemica verso il Comune capoluogo.
DEL CORVO: “I FONDI SONO PER CITTA’ DELL’AQUILA, IO FATTO IL MIO”
“Questi fondi non erano per il ‘cratere’ ma per la sola città dell’Aquila. Se ci sono colpe del loro mancato utilizzo, queste sono solo del Comune”.
Ancora più radicale il presidente della Provincia Del Corvo, che scarica la responsabilità sull’amministrazione comunale per lo stallo in cui si trovano i 2 miliardi Inail.
Per Del Corvo l’unico modo per salvare questi fondi oggi è l’intervento dell’esecutivo nazionale. “Per il momento a disposizione ci sono solo i 300 milioni dell’annualità 2013, ma tra un mese non ci saranno più – spiega – a meno che non intervenga il governo con un provvedimento. L’Inail non può tenere ferme queste risorse ma deve impiegarle”.
Il presidente rivendica uno sforzo fatto per quanto di sua competenza: “Ho provato anche io a parlare con i rappresentanti dell’istituto, ma mi ribadirono che erano fondi destinati alla città. Infatti il Comune era in contatto con l’Inail per realizzare il palazzo del Welfare a Villa Gioia”.
“Sarebbe opportuno sollecitare è chiaro però che bisogna costruire una proposta concreta e fattibile”, conclude.
CIALENTE: “SONO 4 ANNI CHE L’INAIL CINCISCHIA”
“Stiamo proponendo una serie di progetti ma l’Inail dovrebbe realizzare per prima cosa un intervento suo, quello del Palazzo del Welfare e invece sono 4 anni che cincischia”.
Il sindaco Cialente per conto suo assicura che l’amministrazione non se ne sta con le mani in mano e ribalta le responsabilità sull’istituto previdenziale.
“L’Inail ancora non riesce a chiudere l’operazione per costruire la sua nuova sede scambiando l’area delle case dei militari abbattute a Villa Gioia (vicino all’attuale sede comunale, ndr) e con l’area della sua vecchia sede vicino alla Stazione. Non si mettono d’accordo per 100 mila euro con i militari e tengono bloccati 2 miliardi”.
“Chiamerò di nuovo e chiederò che vedano la situazione. Abbiamo tanti progetti da sottoporre, ma poi ogni investimento deve pagare il 3% annuo”, chiosa, ricordando la caratteristica che gli investimenti Inail debbano essere produttivi.
“Nei primi due anni era impossibile per le scelte di Tremonti, ora si risolve. Ma se non sono capaci di farsi neanche la sede…”.



