L’AQUILA – “L’Aquila è una città da ricostruire, per questo motivo dovrebbe, a maggior ragione, essere ricostruita senza barriere architettoniche, dovrebbe essere una città inclusiva per tutti. In questa fase realizzare una struttura a norma è a costo zero”.
Questa l’ooservazione del presidente del Coordinamento delle associazioni disabili L’Aquila, Massimo Prosperococco, che lamenta la presenza di moltissime barriere architettoniche nel capoluogo abruzzese.
“La legge numero 104 prevede che tutte le nuove costruzioni siano prive di barriere che impediscono il libero accesso anche ai disabili – ricorda Prosperococco – L’Aquila è piena di ostacoli per chi è costretto su una sedia a rotelle, ostacoli che rendono più complicata la quotidianità di chi potrebbe non essere completamente autosufficiente”.
“Il Comune dovrebbe garantire a tutti di poter andare in giro liberamente, accedendo a qualsiasi locale pubblico – prosegue – Il disagio non interessa solo i disabili, ma anche per gli anziani, chi si è fatto male e porta le stampelle o per le mamme con i passeggini”.
Secondo Prosperococco, “all’Aquila non esiste la sensibilità di chi fornisce tanti servizi pubblici e talvolta privati. Si pensi che in città non ci sono bancomat alla portata dei disabili – sottolinea – e tanti sono i locali a cui non si può accedere. Per andare in banca bisogna fare la fila dentro, non si può ritirare allo sportello fuori perché non ci si arriva”.
“Mi rendo conto che può essere molto costoso adeguare un edificio non a norma, ma all’Aquila è tutto da rifare perciò non costerebbe nulla adeguarsi alla legge – insiste ancora – Non solo un problema architettonico, quello del capoluogo, ma soprattutto di cultura dell’accessibilità”.
Per l’esponente del Coordinamento, “per i parcheggi la gente si è sensibilizzata più che negli anni passati, le persone hanno cominciato a capire. Per esempio giorni fa fuori al multisala Movieplex stavo aspettando in macchina fuori dalla farmacia, è arrivato un signore che ha parcheggiato sulle strisce gialle, è sceso, si è reso conto di dove aveva piazzato la sua auto e si è spostato”.
L’importante è che nel complesso la morale dei cittadini “è diventata più sensibile”, resta però necessario “l’adeguamento delle strutture che, ripeto, in questa fase di ricostruzione è un intervento a costo zero”, conclude.



