L’AQUILA – “Non molliamo la presa e la battaglia prosegue: l’emendamento per fare giustizia a favore dei ricercatori universitari dei crateri sismici a mia firma e del collega Sigismondi è ora approdato, pressoché identico, alla Commissione cultura, con ottime possibilità di diventare legge”.
Interpellato da Abruzzoweb, il senatore aquilano Guido Quintino Liris di Fratelli d’Italia, capogruppo in Commissione bilancio, vice segretario del partito in Abruzzo, fa il punto sulla vicenda che riguarda i ricercatori universitari di tipo B e a termine, residenti nei crateri sismici dell’Aquila, dell’Emilia Romagna e del Centro Italia, che si ritengono fortemente danneggiati nella loro carriera, frenata dai disagi e dalla situazione emergenziale negli anni del post terremoto, carriera che avrebbe dovuto portarli invece dopo un triennio alla possibilità di essere assunti come professori associati.
Come già riferito da questa testata, dopo il respingimento in commissione Bilancio, dell’emendamento a firma di Liris e del senatore Etel Sigismondi, segretario regionale del partito, essendo stata considerata materia ultronea rispetto al Dl Economia, il testo è approdato infatti in commissione Cultura del Senato con un emendamento pressoché identico, questa volta nel disegno di legge “Disposizioni in materia di accesso alla docenza universitaria”, con relatore il senatore di Forza Italia Mario Occhiuto.
“Dell’emendamento che coincide con quello presentato in commissione Bilancio, se ne è occupato il Comitato ristretto di senatori della commissione cultura, e ho avuto una interlocuzione oltre che con Occhiuto, anche con Carmela Bucalo di Fdi e Daniela Ternullo di Fi, per garantire questa volta l’accoglimento”, afferma Liris.
Il senatore si dice dunque ottimista sul buon esito dell’azione legislativa: “il Comitato ristretto effettua una sorta di preselezione degli emendamenti, e stiamo lavorando a livello di Ministero, sia a livello tecnico che a livello politico, per vedere riconosciuta una misura sacrosanta: questi ricercatori sono stati oggettivamente danneggiati dalle difficoltà riscontrate nelle fase post sisma, compromettendo la loro carriera. che ha avuto conseguenze anche dal punto di vista accademico”.
La misura riguarda in primis l’università dell’Aquila, di Teramo, di Macerata e Camerino, dove in particolare i ricercatori si dicono penalizzati nell’acquisizione dell’abilitazione nazionale necessaria per la loro stabilizzazione a tempo indeterminato, per il requisito richiesto dai bandi, della “continuità scientifica”, difficile da ottenere a causa della sospensione di corsi e attività. E così sono stati cavalcati nei concorsi nazionali da ricercatori che non hanno avuto queste limitazioni.
“Punto di forza dell’emendamento è che non determina un costo aggiuntivo e non rappresenta un precedente per stabilizzazioni generalizzate, perché ci si riferisce alla specifica e circoscritta situazione di ricercatori dei crateri sismici”, conclude Liris.






