L’AQUILA – Con una cerimonia solenne e quanto mai sentita dai tanti fedeli stipati all’interno del luogo di culto, è stato riaperto, a quasi 17 anni dal sisma che devastò L’Aquila, il santuario di Roio. Una festa per la frazione aquilana allietata dalle sonorità della banda che hanno preceduto la funzione.

Il sindaco, Pierluigi Biondi, ha rilevato l’importanza di questo evento. “Non è solo un momento di spiritualità”, ha detto, “ma ora la comunità si ritrova intorno a uno dei simboli dell’edilizia del culto,  oggi è anche una festa e il santuario torna  a essere anche un luogo di incontro”. Lo stesso sindaco ha poi osservato che la ricostruzione delle chiese deve avere una accelerazione.
“Queste strutture”, Ha detto l’arcivescovo Antonio D’Angelo, che ha benedetto altare e ambone celebrando la messa con il parroco don Osman, “non solo sono belle per le loro architetture ma perché esprimono la bellezza della sacralità e rimandano  al pensiero di Dio. L’ambone e l’altare, luoghi liturgici dove viene proclamata la parola di Dio, sono fonti di eccellenza per esplorare e gustare il senso della vita. Inoltre in questo santuario è venerata Maria come come Santa Maria della Croce, anche la struttura ha le sembianze di una croce, ed è un luogo caro agli aquilani oltre che alla comunità di Roio. Per un credente la croce è un passaggio a vita nuova, ci aiuti Maria a capire questa grazia”.
“La celebrazione che stiamo vivendo è una festa”, ha detto ancora il presule, “ma è anche  un segno reale di rinnovamento dopo la prova dell’evento sismico oggi  sperimentiamo la  luce della rinascita. Poter celebrare i misteri di Dio in questo santuario  è segno che il Signore sostiene il cammino della nostra vita e della nostra comunità. In questo luogo si può vivere l’amicizia fraterna. insieme possiamo costruire una comunità armonica. La luce che risplende dentro questo santuario ci accompagni sempre nel nostro cammino”. Presenti, tra gli altri, gli esponenti comunali Vito Colonna, Claudia Pagliariccio, Stefano Palumbo, citati anche dal sindaco.