L’AQUILA – Preoccupa pazienti e medici la carenza di personale all’ospedale San Salvatore dell’Aquila.

Mentre si fanno i salti mortali per garantire il servizio durante la giornata del 16 gennaio prossimo, quando il nosocomio sarà svuotato dal personale infermieristico, in massa a Pesaro per sostenere il concorso bandito dalla Asl di Teramo, sarebbero almeno 19 attualmente i pazienti in sovrannumero rispetto alla capienza.

In particolare, 8 sono quelli appoggiati al reparto di Medicina, 9 a quello di Geriatria e 2 alla Degenza breve.

Anche al pronto soccorso e al reparto di Pneumologia è ormai una costante l’appoggio di pazienti oltre il numero di posti letto disponibili.

Se da un lato, dunque, si fanno i conti con la carenza di posti letto, dall’altro si continuano a registrare difficoltà legate ad un numero insufficiente di personale medico, infermieristico e socio-sanitario.

“La cosa molto grave è che a Teramo si fanno i concorsi, mentre all’Aquila no”, dice il coordinatore provinciale della Fp Cisl Sanità Gianfranco Giorgi, secondo il quale i precari,  tra infermieri e operatori socio-sanitari, su un totale di duemila dipendenti della Asl sono circa 400, la maggior parte dei quali all’ospedale dell’Aquila.

Lavoratori che secondo il sindacato “vanno stabilizzati, non si capisce perché nelle altre Asl si fanno i concorsi e qui no”.

L’impressione di Giorgi, insomma, è che “si va avanti grazie alla buona volontà dei singoli”, perché “la gestione dell’ordinario continua ad essere caotica”.

E non solo all’ospedale dell’Aquila, se si considera che anche nei presidi di Castel di Sangro e Sulmona si registra carenza di personale medico.

Il timore che serpeggia è che l’azienda sanitaria, in futuro, attinga dalla graduatoria del concorso che sarà espletato nei prossimi giorni dalla Asl di Teramo, senza bandirne uno proprio, penalizzando così i precari, alcuni dei quali sono in servizio al San Salvatore anche da dieci anni. (red.)