L’AQUILA – Sono cinque gli abruzzesi che sono tornati nella loro terra.

Per i quali è cominciata una nuova vita, non più di reclusione in un carcere per malati di mente con condanne giudiziarie, ma come persone, in un luogo di cura e riabilitazione.

Una speranza di guarigione all’orizzonte.

Sono gli ospiti della Residenza regionale per le misure di sicurezza (Rems) di Barete, comune poco distante dall’Aquila, che ha aperto i battenti, dopo non poche polemiche e notevoli ritardi, ad aprile 2016.

Erano internati nell’Ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa in Campania, nato nel lontano 1907, e che ha chiuso definitivamente i battenti una settimana fa, con il trasferimento nei vari Rems degli ultimi reclusi.

Una notizia che Alessandro Sirolli, referente abruzzese del comitato stop-Opg, accoglie con grande soddisfazione, a riprova del fatto che un grande passo in avanti è stato fatto sul fronte della salute mentale, anche in Abruzzo.

Sirolli coglie l’occasione ancora una volta per sollecitare la definitiva cancellazione della delibera regionale che aveva destinato 4,7 milioni per realizzare (Rems) a Ripa Teatina, in provincia di Chieti, al fine di rimodulare le risorse a vantaggio dei centri di salute mentale, e alla rete assistenziale che dovrà curare i pazienti psichiatrici, mantenendo come definitiva la struttura aquilana di Barete.

“La struttura di Barete è un avanzamento di civiltà – commenta Sirolli – anche se il passaggio definitivo è quello appunto di superare ogni forma di internamento. Anche la Rems deve essere un passaggio verso il vero obiettivo, ovvero il potenziamento della presa in carico delle strutture territoriali, incentrata  su un progetti riabilitativi personalizzati”.

La struttura di Barete ha 20 posti letto distribuiti su 2 piani, una forza-lavoro di 25 nuovi operatori sanitari e un ampio spazio riservato all’attività degli avvocati che assistono i pazienti.

“Tra il Rems di Barete – spiega Sirolli – e l’Opg di Anversa c’è un abisso. Qui gli ospiti vivono in luogo accogliente, hanno un loro spazio, una loro intimità, mangiano insieme nella mensa, ma hanno anche un loro angolo cottura. Fanno attività di vario genere, percorsi di riabilitazione. Interagiscono con l’esterno, presto usciranno anche a fare passeggiate, a visitare luoghi. E vivono in una struttura aperta dove possono interagire con il mondo esterno. Tutto questo è chiaramente fondamentale per il percorso terapeutico”.

“Nell’Opg di Aversa – prosegue Sirolli – queste persone erano invece semplicemente dei reclusi in un manicomio, isolati dal mondo, abbandonati a loro stessi, non avevano nulla da poter fare, giorno dopo giorno”.

Archiviati anche i timori della vigilia che hanno accompagnato l’apertura del Rems.

“Come era ovvio non si è registrato nessun disagio per la popolazione locale, trattandosi di una struttura protetta e aperta, dove operatori e associazioni sono costantemente presenti”.

Manca però l’ultimo atto: la cancellazione del progetto della sontuosa e costosissima struttura di Ripa Teatina.

“Oramai non ha più alcun senso – conferma – l’assessore regionale Silvio Paolucci aveva garantito la cancellazione, ma no mi risulta che siano stati adottati atti formali. È evidente a tutti che con molto meno spesa, la risposta di salute mentale è stata assolta in Abruzzo dal Rem di Barete, e non servono in altre strutture regionali”.