L’AQUILA – Con una votazione “lampo”, frutto dell’accordo bipartisan preso in commissione Bilancio, il Consiglio regionale ha dato il via libera all’unanimità alla legge che abolisce le pensioni per i consiglieri, ma solo a partire dalla prossima legislatura.
Si tratta di una modifica alla legge regionale 40, la cosiddetta “legge Pagano”, sulla riduzione dei costi della politica.
Attualmente gli uffici del Bilancio pagano 139 vitalizi, per un importo annuo che si aggira sui 5,7 milioni di euro.
“Fatti salvi i diritti dei titolari di assegno vitalizio alla data di entrata in vigore della presente legge – recita il testo – A partire dalla decima legislatura regionale è soppresso l’istituto dell’assegno vitalizio”.
Per i consiglieri attualmente in carica o che dovessero cessare l’incarico entro la fine di questa legislatura, comunque, il diritto al vitalizio è salvo, mentre qualora chi ricopre l’incarico di consigliere regionale dovesse essere rieletto anche nella prossima legislatura non godrà di un ulteriore aumento rispetto a quanto già maturato.
“Per i consiglieri regionali rieletti nella decima legislatura o in legislature successive – dice il quarto comma dell’articolo 1 della legge – tale ulteriore esercizio del mandato non produce alcun ulteriore effetto giuridico ed economico rispetto al già maturato in ordine all’assegno vitalizio”.
Il nuovo Consiglio regionale è stato eletto nel dicembre 2008 e, salvo slittamenti di qualche mese per consentire un “riallineamento” con le tornate elettorali nazionali, terminerà il mandato nel 2013.
Questa mattina era stato raggiunto l’accordo in prima commissione, presieduta da Emilio Nasuti: il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, ha espresso soddisfazione per l’unità d’intenti raggiunta su un provvedimento così importante. (red)
COSTANTINI (IDV): ”NOI I PRIMI A PROPORLO”
“Oggi il Consiglio regionale d’Abruzzo, secondo in Italia, ha abrogato i vitalizi per i Consiglieri regionali. L’abrogazione scatta dalla prossima legislatura”, afferma il capogruppo dell’Idv Carlo Costantini.
“Sicuramente si poteva fare qualcosa di più – aggiunge Costantini – ma è certo che se anche il Parlamento e tutti i Consigli regionali d’Italia seguissero l’esempio dell’Abruzzo e dell’Emilia Romagna, l’intero paese recupererebbe soldi, credibilità e prestigio internazionale”.
“Ora – prosegue il capogruppo – è scattata la corsa alla paternità politica dell’iniziativa, con il Pd ed il Pdl a contendersi la primogenitura. Purtroppo per loro, però, ‘carta canta’”:
“Le carte infatti – afferma Costantini – rivelano ancora una volta che l’Italia dei valori è partita con quasi tre anni di anticipo, quando tutti erano in altre faccende affaccendati, tranne chi, come noi, agisce sempre sulla base di valori e di ideali politici ben strutturati. Valori ed ideali politici che, se esistono dentro di te, non hanno bisogno di aspettare gli stimoli della piazza per potersi realizzare”.
ACERBO (PRC): ”ADESSO ABOLIAMO IL LISTINO”
“Il voto all’unanimità con cui oggi il Consiglio regionale dell’Abruzzo ha approvato la legge che abolisce i vitalizi credo che possa essere definito storico”.
Lo afferma il consigliere regionale di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo.
“Quando Rifondazione e Italia dei valori lanciarono questo obiettivo in Abruzzo sembrava uno slogan elettorale, ora si traduce in un fatto concreto – ricorda l’esponente dell’opposizone – siamo la seconda regione (la prima è stata l’Emilia Romagna) che ha proceduto a eliminare un privilegio che suscita giustamente discredito nei confronti della politica”.
“Al fine di ottenere il risultato – spiega Acerbo – ho preferito accantonare altre proposte pur sacrosante come la riduzione da me proposta dei vitalizi già in essere. Considerato che la Regione spende più di cinque milioni e mezzo di euro annualmente per erogare vitalizi sono arciconvinto che una sforbiciata sia necessaria e che non vi siano diritti acquisiti. Però non ho voluto fornire scuse a chi avrebbe preferito rinviare per l’ennesima volta”.
“Ora – afferma l’esponente – è il momento di marciare con la stessa determinazione per conseguire un altro obiettivo su cui tutti si dicono d’accordo da anni ma che si trova sempre una scusa per non concretizzare: l’abolizione del listino. Per abolire il listino basta un provvedimento di poche righe. L’idea di riformare più complessivamente la legge elettorale rischia di dilazionare un obiettivo sacrosanto e a cui nessuno può apertamente opporsi. Infatti da due anni discutiamo un testo”.
“È ora di stralciare la parte relativa all’abolizione del listino e portarla in aula – conclude Acerbo – poi avremo tutto il tempo di discutere del resto”.
CHIAVAROLI (PDL): ”RISPOSTA UNANIME DELLA POLITICA”
“Con la scelta odierna di abolire i vitalizi dei consiglieri regionali, abbiamo compiuto un ulteriore, autorevole passo sulla strada delle riforme dei costi delle istituzioni, fornendo un contributo al superamento del divario tra la ‘politica’ in senso generale e gli altri settori della società”.
Questo il primo commento del portavoce del Popolo della libertà in Regione Abruzzo, Riccardo Chiavaroli, dopo l’approvazione avvenuta stamane in Consiglio regionale della legge che elimina il vitalizio dei consiglieri regionali.
“Ad un clima di diffusa quanto generica antipolitica, che in realtà rischia di danneggiare tutte le istituzioni e quindi i cittadini – afferma Chiavaroli – abbiamo dato invece una risposta ‘politica’ ed è importante che la risposta sia state unanime, dell’intero Consiglio, sulla base della sintesi finale scaturita dalle proposte di legge in merito del capogruppo Pdl Venturoni e dei diversi colleghi delle opposizioni”.
“Tale determinazione, che ci porta ad essere la seconda Regione in Italia ad aver deliberato in tal senso – prosegue il portavoce del Gruppo Pdl – si inserisce in un contesto più generale che ci ha già visti ridurre le indennità, ma soprattutto intervenire in maniera strutturale in tutto il fronte della gestione degli organi istituzionali”.
“Al di là dei risparmi concreti in termini economici, il valore alto di questa scelta – conclude Chiavaroli – risiede anche nel significato concreto di aver saputo dare un chiaro segnale, come classe dirigente, interpretando i sentimenti della popolazione e dimostrando che la politica non è necessariamente una categoria impermeabile e tendente all’autoconservazione”.
D’ALESSANDRO (PD): ”DALL’IDV GOFFO TENTATIVO SU PRIMOGENITURA LEGGE”
“Mi dispiace per l’Idv che di fronte a una condivisione unanime sull’abrogazione dei vitalizi da parte del Consiglio regionale, non sappia fare altro che tentare di mettersi goffamente una patacca di primogenitura. Tra l’altro il Pd ha votato tutte le leggi proposte dai dipietristi senza preoccuparsi dei diritti d’autore”.
Lo ha detto Camillo D’Alessandro, capogruppo regionale del Partito democratico.
“Se il Pd non avesse scatenato l’inferno nell’ultimo Consiglio regionale – ha aggiunto – si sarebbe approvata la legge oggi? Penso di no e lo sa benissimo Carlo Costantini. L’iniziativa politica è rimanere sui problemi fino all’approvazione, come abbiamo fatto noi. Tra il dire ed il fare c’è di mezzo la costanza”.
I LAVORI DEL CONSIGLIO
Al termine della discussione sulle interrogazioni e interpellanze, il Consiglio regionale ha osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime del crollo di Barletta. Successivamente l’assemblea ha esaminato una risoluzione urgente – presentata dai consiglieri Cesare D’Alessandro (Idv), Camillo D’Alessandro (Pd) e Claudio Ruffini (Pd) – sulla rimodulazione dell’applicazione dell’addizionale Irpef.
In Abruzzo, per i periodi d’imposta 2009 e 2010, è stata fissata un’aliquota indifferenziata dell’1.4 per cento su tutti i redditi. I proponenti, invece, hanno proposto l’introduzione di aliquote progressive per fasce di reddito, sulla base di quanto gia’ avviene in altre Regioni, come Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna, Umbria e Marche. La risoluzione è stata respinta, perché una rimodulazione delle aliquote in Abruzzo non è possibile, in quanto, a causa del piano di rientro del debito sanitario, viene già applicata l’aliquota massima e non è quindi consentito aumentare l’imposizione, neppure sui redditi più alti. L’obbligo del mantenimento dei saldi, di contro, impedisce l’introduzione anche di aliquote ridotte, perché il gettito non sarebbe piu’ in equilibrio.
Via libera, poi, alla legge, di iniziativa consiliare, per l’abolizione dei vitalizi ai Consiglieri regionali, licenziata questa mattina in Commissione.
Il provvedimento si compone di soli due articoli. Nel primo, fatti salvi i diritti acquisiti, si sancisce l’abolizione dell’assegno vitalizio a partire dalla prossima legislatura (la decima).
Le norme previgenti si applicano anche ai Consiglieri dell’attuale legislatura, eventualmente cessati dal mandato successivamente all’entrata in vigore della legge. Per coloro che dovessero essere rieletti, il nuovo mandato non produrrà invece alcun ulteriore effetto giuridico ed economico sul diritto al vitalizio. Il secondo articolo riguarda l’entrata in vigore della legge, a partire dal primo giorno successivo alla pubblicazione sul Bura.
Rinviata, infine, una Risoluzione urgente sulla Centrale a biomasse che la PowerCrop vorrebbe realizzare in Marsica.



