L’AQUILA – Venti di sciopero in Regione Abruzzo, dopo che la Uil funzione pubblica ha abbandonato il tavolo delle trattative, in cui sui doveva fare finalmente chiarezza sul mancato pagamento di una consistente parte del premio di produzione, pari al 60 per cento, atteso da oltre 1.400 dipendenti, quello legato alla “performance organizzativa” dell’intero dipartimento, in base agli obiettivi prefissati dall’Organismo interno di valutazione a inizio anno.

A esso si aggiunge poi il premio per la “performance individuale”, che pesa per il 40 per cento, valutata da ciascun dirigente, che, contrariamente a quanto scritto da AbruzzoWeb da quanto appreso da fonti sindacali, è di imminente erogazione, assieme ad altre indennità extra “per specifiche responsabilità”.

In tutto si tratta di 4.500 euro lordi l’anno, per ciascun dipendente, il 60 per cento di “performance di dipartimento”, il 40 per cento di “performance individuale”.

A bloccare la performance di dipartimento, scrive la Uil in una dichiarazione messa a verbale, sarebbero “non meglio specificate problematiche sollevate dal Collegio dei revisori dei conti”, relativi al fondo 2016, da cui bisogna attingere per pagare appunto questi premi.

La Uil ha dunque chiesto con urgenza “documentazione della copia relativa al fine di conoscere le criticità evidenziate dal collegio”, e si denuncia anche “poca trasparenza”, “mancanza di procedure definite”, “improvvisazione di dei singoli dirigenti”.

La Uil dà, dunque, 10 giorni di tempo per effettuare i pagamenti, altrimenti sarà proclamato lo stato di agitazione del personale, e si annuncia anche un incontro con il prefetto dell’Aquila, Giuseppe Linardi.

Gli altri sindacati non sembrano voler perseguire questa strada, e sin mostrano più dialoganti.

Al di là della portata della mobilitazione, la vicenda non fa che confermare il malessere diffuso dei dipendenti degli uffici regionali, che da anni attendono il rinnovo del contratto e stipendi più pesanti rispetto agli attuali 1.000-1.300 euro netti al mese.

E mettono sotto accusa, per la mancata erogazione del premio, anche i capi dipartimento e i dirigenti. Del resto sono loro che, gratificati da stipendi ben più alti, devono centrare gli obiettivi, da cui poi dipende il premio per tutti.

L’impressione, insomma, è che l’equipaggio debba pagare le responsabilità dei capitani.