L’AQUILA – La trasparenza degli atti diventa finalmente realtà. Il sito internet del Consiglio regionale si adegua alla riforma Brunetta e rende “accessibile” ai cittadini la vita politica abruzzese.

Una rivoluzione, nel settore. La valutazione del merito, la presenza dei dipendenti al lavoro, i curriculum dei dirigenti, la rilevazione del benessere organizzativo, il trattamento economico dei consiglieri e, per la prima volta, il bilancio regionale: tutti documenti resi pubblici nella sezione appositamente dedicata su www.consiglio.regione.abruzzo.it.

LA TABELLA DEI TRATTAMENTI ECONOMICI

Mentre gli uffici si adeguano con celerità alle previsioni normative, però, molti consiglieri regionali ancora non danno seguito alla richiesta di rendere nota la propria condizione economica attraverso la trasmissione della denuncia dei redditi.

Solo pochissimi, una decina circa su quarantacinque, hanno ottemperato a quanto previsto dalla legge regionale 16 del 2008 all’articolo che riguarda la trasparenza.

Tra questi Mauro Febbo, consigliere e assessore regionale alle Politiche agricole il quale, in una nota, riferisce che: “In merito alla pubblicità della situazione patrimoniale di titolari di cariche elettive, ci tengo a precisare che non c’è bisogno di nessuna scusante per i ritardi paventati da qualcuno in questi giorni”.

“Voglio sottolineare invece che, come richiesto dalla direzione Affari della presidenza e legislativi del Consiglio regionale – aggiunge Febbo – ho inviato la mia dichiarazione debitamente compilata in data 22 febbraio 2011 con raccomandata a/r n.139641118523 e ricevuta il 25 febbraio, entro il termine previsto”.

“Non esiste quindi nessuna possibilità che qualche componente dell’attuale amministrazione regionale, e soprattutto il sottoscritto, voglia venir meno ai propri doveri celando le informazioni a cittadini ed elettori evitando il principio della trasparenza. Auspico invece – conclude Febbo – che gli uffici preposti provvedano in tempi rapidi a rendere noti i redditi di tutti i consiglieri e mi auguro che si possa poi procedere ad una comparazione con quelli dichiarati dai colleghi delle passate legislature. Sarebbe un modo esplicativo e lampante per capire e rendersi conto di chi campi solo con la politica che viene vista, troppo spesso da molti, solo come un mestiere redditizio e ben remunerato”.

IL TRATTAMENTO ECONOMICO DEI CONSIGLIERI REGIONALI

Ai consiglieri regionali spetta un trattamento base lordo di 6.846 euro più 3.408 euro di rimborsi massimi per le presenze, a tali somme vanno aggiunte le indennità di funzione che sono: 585 euro per i vice presidenti e i segretari delle commissioni, 1.755 per i presidenti di commissione, i capigruppo e i segretari dell’ufficio di presidenza, 2.340 euro per gli assessori e i vice presidenti del Consiglio, 3.511 per il presidente della Giunta e per quello del Consiglio.

Al netto, quindi, all’incirca, spettano ai consiglieri senza altri incarichi 6.500 euro, ai vice presidenti e ai segretari delle commissioni 6.800 euro, ai presidenti di commissione, ai capigruppo e ai segretari dell’ufficio di presidenza 7.500 euro, agli assessori e ai vice presidenti del Consiglio 7.800 euro, al presidente della Giunta e a quello del Consiglio 8.500 euro al mese.

Le cifre non tengono in considerazione i rimborsi spese documentati.

COSA PREVEDE LA ”RIFORMA BRUNETTA”

La creazione di una sezione del sito istituzionale dedicato a “trasparenza e merito” è obbligo imposto dal decreto legislativo 150 del 2010, la cosiddetta “riforma Brunetta”.

Quest’ultima ha introdotto, per legge, obblighi che sicuramente comporteranno un diverso modus operandi delle pubbliche amministrazioni.

Infatti se da vent’anni si parla ormai di efficienza, efficacia ed economicità e molto è stato scritto e anche raccomandato con circolari o altri simili strumenti, per la prima volta tali principi sono riportati in una legge che, in quanto tale, imporrà scelte di gestione realmente efficace ed efficiente e, soprattutto, trasparente.

In altri termini, da sempre si sono scritte circolari, note, programmi di modernizzazione della pubblica amministrazione ma mai quei principi, che dunque non sono nuovi, erano stati riportati in un atto normativo cogente.

Tra le varie, vi è una massiccia implementazione di sistemi di gestione della performance, della misurazione e della valutazione che determineranno il premio da assegnare ai pubblici dipendenti. Il fulcro è l’aver  introdotto necessari criteri di selettività nell’attribuzione di incentivi economici e di carriera.

Inoltre altro aspetto rilevante è l’avere, per la prima volta, sancito la responsabilità degli organi di indirizzo politico in ordine alla programmazione delle amministrazioni.

Da sempre si è detto che la programmazione è atto di indizzo degli organi esecutivi, con la 150 tale principio è stato normato con l’attribuzione della relativa responsabilità.

L’organo esecutivo, quindi, deve sì sentire le proposte delle strutture ma poi le deve verificare, modificare, rifiutare al fine di dare indirizzi strategici ed operativi conformi rispetto agli obiettivi politici di mandato.

Un ruolo difficile perché la politica non potrà più “viaggiare a vista” ma dovrà realmente declinare le proprie idee in concrete azioni assegnando le stesse alla responsabilità delle tecnostrutture legando il raggiungimento al pagamento dei premi.

Infine, non più carte, spesso voluminose, di tante coser ordinarie da fare, per quelle già vengono pagati gli stipendi, ma quali cose, spesso poche, da fare per migliorare l’attività anche con beneficio per gli utenti finali.

Tutto ciò scritto in atti non più riservati ma da rendere pubblici attraverso la pubblicazione sul sito istituzionale affinché il cittadino possa verificare. (red)