L’AQUILA – L’onorevole Daniele Toto, coordinatore regionale di Fil, commentando l’interrogazione parlamentare presentata ieri alla Camera dei deputati in tema di sanità in Abruzzo, con particolare riferimento alle ultime vicende di natura giurisdizionale, ha dichiarato. 

“La sanità rischia di essere la fossa delle marianne per la regione Abruzzo.  A tutti i guai, quelli finora emersi, che l’hanno sospinta sull’orlo di un dissesto finanziario di proporzioni inaudite, determinando anche il commissariamento governativo, con ricadute inique sull’offerta sanitaria disponibile per i cittadini abruzzesi, si aggiunge un impegno che appare approssimativo e distratto da parte dell’ufficio dello stesso commissario ad acta. I suo atto principe è la deliberazione n.45 sulla “razionalizzazione della rete ospedaliera”, adottata il -5 agosto 2010.
 

“Quel fondamentale provvedimento fu assunto escludendo interlocuzioni e informative che almeno coinvolgessero soggetti istituzionali qualificati. Seguirono lamentele e critiche da più parti. I miei stessi rilievi furono ritenuti deboli e fui tacciato anche di inopportuna difesa dell’esistente. Essendo il tempo galantuomo, come in effetti sembra, nelle scorse settimane, il Consiglio di Stato  ha decretato la bocciatura di quell’atto rilevandone, oltre al resto, la carenza di istruttoria in relazione alle decisioni assunte mentre la Corte Costituzionale, dal canto suo, ha escluso potestà legislative in capo ai commissari ad acta, per cui i loro atti, come la deliberazione 45, non hanno forza di legge né possono modificare quelle vigenti se non approvati dal consiglio regionale”.
 

“Queste sono le forche caudine sotto le quali  l’operato più qualificante dell’ufficio del commissario ad acta è stato disapprovato dalla giustizia amministrativa e dallo stesso giudice delle leggi. Gli effetti problematici riverberati sull’assetto e sui conti della sanità regionale architettati dall’ufficio del commissario ad acta, sono intuitivi. Altro che “roba storica ed epocale” come la sub commissaria Baraldi aveva definito, con molto compiacimento, la deliberazione 45. Di “epocale” si consoliderà, piuttosto, una mobilità sanitaria passiva abnorme, che sarebbe molto interessante sapere in quali strutture, specie private di fuori regione, si indirizzi. Spero lo chiarisca il Governo rispondendo alla mia interrogazione parlamentare di ieri”.  
 

“D’altronde, ciò è anche il frutto di un atteggiamento supponente, da me più volte additato e anche dimostrato dalla noncuranza con la quale a importanti riunioni come quella del “tavolo di monitoraggio”, il 24 gennaio, e, prim’ancora, l’altra presso la sede della Conferenza Stato-Regioni, il 13 gennaio, per parlare del riparto del fondo sanitario nazionale, ossia di risorse per noi strategiche, invece del presidente della regione-commissario per la sanità, viene inviato un consigliere regionale che, apparentemente, non avrebbe specifici titoli per presenziarvi, di certo non più di ogni altro consigliere. O è una sinecura per il consigliere o la manifestazione di un atteggiamento di disinvolta sufficienza rispetto a quegli appuntamenti. In entrambi i casi, un approccio pernicioso e pregiudizievole per le  problematiche gigantesche della sanità abruzzese”.