L’AQUILA – Tempi duri per gli assunti del Consiglio regionale con incarico di supporto agli organi politici, comunemente e sprezzantemente definiti “portaborse”.

Un mini-esercito di collaboratori, circa una cinquantina, per molti dei quali presto potrebbe svanire il sogno di un posto nella pubblica amministrazione.

La Corte costituzionale ha stabilito che gli uffici alle dirette dipendenze dei consiglieri rientrano nei casi previsti dalla legge nazionale che impone un taglio del 50% delle spese del personale a tempo determinato.

Per questo, alla scadenza della legislatura, in parecchi dovranno fare le valigie o essere riconvertiti in dipendenti dei gruppi consiliari.

Si tratta, in alcuni casi, di “precari” storici dell’Emiciclo, che hanno anche 15-20 anni di contratti rinnovati di volta in volta, a ogni scadenza elettorale, all’atto dell’insediamento dei nuovi rappresentanti politici regionali.

La scure si è abbattuta su di loro in seguito alla stretta sulla finanza locale decisa dal governo con la cosiddetta “spending review” cui ha fatto seguito un’ulteriore giro di vite dopo lo scandalo che ha investito la Regione Lazio e il capogruppo del Popolo della libertà, Franco Fiorito, sui rimborsi delle spese dei gruppi gonfiate.

Per non lasciare a casa questa schiera di persone, gli uffici sono alla ricerca di un escamotage che consenta di rispettare la sentenza della Consulta e di preservare i posti in organico dei “portaborse”.

Una prima ipotesi che è circolata è stata quella di trasferire sui bilanci dei partiti i neo-assunti oppure di far ricorso a personale selezionato dalle agenzie interinali, con i capigruppo chiamati a diventare dei veri e propri datori di lavoro.

I gruppi, infatti, hanno autonomia giuridica e delle dotazioni economiche ben precise per le assunzioni, pari a circa 30 mila euro per ogni consigliere.

Il problema, invece, si pone per i presidenti di commissione e i componenti dell’ufficio di presidenza (cinque in tutto) che non hanno lo stesso status dei gruppi.

A oggi la legge regionale 18 del 2001, che reca disposizioni circa l’organizzazione del Consiglio regionale piazza precisi paletti sui numeri delle assunzioni “esterne” a seconda della composizione dei gruppi, come riportato nella tabella in basso.

Ma tale norma sarà cancellata a partire dalla prossima legislatura, spalancando le porte della disoccupazione agli sfortunati che non troveranno il giusto “santo in paradiso” tra i futuri componenti dell’assemblea regionale.

Per il momento dai tagli è fuori il personale della Giunta, che ha dei costi contenuti entro il 50% perché già da tempo non sono stati confermati i contratti dei precari di alcuni settori, in particolare nell’informatica.

Ma l’esecutivo, comunque, a fine 2012 fu costretto a misure draconiane per far rientrare le spese del bilancio di previsione quelle per il personale delle segreterie degli assessori.

LA TABELLA DELLE SEGRETERIE POLITICHE


GRUPPI CONSILIARI

– gruppi con un consigliere: 1 dipendente di categoria D, 1 di categoria C, 1 di categoria B, di cui assumibili a termine 2

– gruppi con due consiglieri: 1 dipendente di categoria D, 2 di categoria C, 1 di categoria B, di cui assumibili a termine 3

– gruppi da tre a quattro consiglieri: 1 dipendente di categoria D, 2 di categoria C, 2 di categoria B, di cui assumibili a termine 4

– gruppi da cinque a sei consiglieri: 1 dipendente di categoria D, 3 di categoria C, 2 di categoria B, di cui assumibili a termine 4

– gruppi da sette a otto consiglieri: 2 dipendente di categoria D, 3 di categoria C, 2 di categoria B, di cui assumibili a termine 5

– gruppi da nove a dieci consiglieri: 2 dipendente di categoria D, 3 di categoria C, 3 di categoria B, di cui assumibili a termine 6

– gruppi con due consiglieri: 1 dipendente di categoria D, 2 di categoria C, 1 di categoria B, di cui assumibili a termine 3

– per i gruppi con un numero di consiglieri superiori a dieci è attribuita una unità aggiuntiva di categoria C ogni ulteriori cinque componenti

UFFICIO DI PRESIDENZA E COMMISSIONI

– presidente del Consiglio regionale: 1 dirigente, 2 dipendenti di categoria D, 3 di categoria C, 2 di categoria B, di cui assumibili a termine 3

– vice presidenti (due): 1 dipendente di categoria D, 3 di categoria C, di cui assumibili a termine 3

– consiglieri segretari (due): 2 dipendenti di categoria C, di cui uno assumibile a termine

– presidenti di commissione permanenti (sei): 1 dipendente di categoria C