L’AQUILA – Colpo di scure della commissione Statuto e regolamento del Consiglio regionale sui costi dell’Emiciclo.

I consiglieri passano da 45 a un massimo di 31, taglio del 40 per cento sugli assessori, che da dieci scendono a sei, non potranno esserci più di due commissioni di inchiesta, rispetto alle quattro attuali.

I conti di Consiglio e Giunta, infine, saranno validati da un collegio dei revisori estratto a sorte e non più nominato dalla politica.

Sono questi gli effetti immediati della proposta di legge regionale firmata dal presidente del Consiglio, Nazario Pagano, e da Lorenzo Sospiri (Pdl) che oggi è passata all’unanimità.

Soddisfatto Sospiri, presidente della commissione: “ringrazio tutti i componenti dell’organismo, abbiamo lavorato con serietà e con unità di intenti e il risultato di oggi è un segnale importante del Consiglio agli abruzzesi”.

CHIODI: “ANCHE ALTRE REGIONI SI ADEGUINO”

“In Abruzzo abbiamo deciso di ridurre i consiglieri regionali da 45 a 31. Ora l’impegno dobbiamo assumerlo come Conferenza delle regioni. In totale sarebbero 330 consiglieri in meno in tutta Italia”.

Lo ha detto il presidente della Regione, Gianni Chiodi, a margine dell’incontro che ha avuto a Cinsedo con gli altri governatori italiani.

“Il primo costo, tra quelli comunemente indicati come costi della politica – ha aggiunto – è quello della rappresentanza (cioè il numero dei consiglieri regionali) ed incide maggiormente nelle Regioni piccole. Una cosa sono per esempio 40 consiglieri in una regione di un milione e mezzo di abitanti, un’altra in una regione di nove milioni di abitanti. Il secondo è quello dei monogruppi. Sono troppi e molto costosi rispetto ai gruppi più grandi. Ma anche qui è un costo della rappresentanza male intesa. Quando si è parlato di abolizione dei monogruppi molti hanno sollevato la questione di un attacco alla democrazia”.

LA SODDISFAZIONE DI PAGANO

“L’approvazione all’unanimità in commissione delle modifiche allo Statuto regionale rappresenta un importante risultato, raggiunto grazie alla collaborazione e al lavoro di tutti i gruppi politici. La dimostrazione del fatto che, quando si lavora insieme superando vecchi steccati ideologici, si possono centrare obiettivi fondamentali per disegnare l’Abruzzo del futuro”.

Lo ha detto il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, a margine della seduta della commissione che ha licenziato le modifiche allo Statuto regionale.

Pagano era il primo firmatario di una delle due proposte depositate, poi unificate nel corso del dibattito.

“Con queste modifiche – continua il presidente – aggiungiamo un altro tassello a quel programma di riduzione dei costi e di miglioramento della macchina amministrativa, che il Consiglio sta perseguendo fin dal suo insediamento. Ieri, incontrando a Roma alcuni colleghi presidenti di altri Consigli regionali italiani, ho avuto la conferma che le misure che altre Regioni si stanno affrettando a introdurre in questi giorni, in Abruzzo sono in vigore da molto tempo. Non nascondo che la cosa mi ha fatto enormemente piacere, soprattutto in un periodo come quello che stiamo attraversando, in cui troppo spesso sentiamo parlare dei mali della politica”.

VENTURONI (PDL): “SIAMO I PRIMI IN ITALIA”

“Ancora una volta l’Abruzzo è la prima Regione italiana a passare dalle parole ai fatti in materia di contenimento dei costi della politica”.

Così Lanfranco Venturoni, capogruppo del Pdl in Consiglio Regionale, commenta l’approvazione, da parte della commissione consiliare della riduzione del numero dei consiglieri da 45 a 31.

“Si tratta di un percorso – sottolinea Venturoni – che la Regione Abruzzo ha avviato ben prima dell’insediamento del governo tecnico di Mario Monti e quando ancora nessuno parlava di spending review. Il nostro non è un correre ai ripari ma, al contrario, un atto coerente con la scelta, effettuata all’inizio della legislatura, di dichiarare guerra a ogni forma di spreco. Non a caso, peraltro, i bilanci dei gruppi consiliari già vengono esaminati al microscopio da revisori dei conti esterni”.

“Un ringraziamento voglio rivolgerlo – conclude il capogruppo del Pdl – al presidente del Consiglio, Nazario Pagano, e al consigliere Lorenzo Sospiri, firmatari della proposta, ai consiglieri Emiliano Di Matteo e Riccardo Chiavaroli, che l’hanno sottoscritta, e alle forze di opposizione che l’hanno condivisa e sostenuta, senza dimenticare tutti quei consiglieri che hanno reso possibile cogliere, nel corso di questi anni, risultati di fondamentalmente importanza per il futuro del nostro territorio, come l’eliminazione del debito sanitario, facendo sì che l’Abruzzo diventasse una regione virtuosa”.

ACERBO (PRC): ”ATTO DOVUTO, NIENTE VANTI”

“La riduzione del numero dei consiglieri è un passaggio obbligato dopo la sentenza della Corte costituzionale che ha confermato la legittimità della norma che impone alle Regioni di restringere il numero dei membri sulla base di rigidi parametri riferiti alla popolazione”.

Lo afferma il capogruppo di Rifondazione comunista in Consiglio regionale, Maurizio Acerbo.

“È stato approvato il mio emendamento che prevede l’estrazione a sorte dei componenti del collegio dei revisori dei conti del Consiglio come prevede già la legge regionale da me proposta e la stessa normativa nazionale successiva (è un’assurdità tipicamente italiana che i controllati nominino il controllori)”.

“Ho proposto l’abrogazione del comma 3 dell’articolo 85 dello Statuto che prevede che l’attività del Consiglio regionale non sia sottoposta al vaglio della Corte dei conti ma la maggioranza mi ha chiesto una pausa di riflessione fino all’esame in aula”.

“Ho proposto inoltre di modificare l’articolo 76 dello Statuto che vieta di sottoporre a referendum materie come il trattamento economico dei consiglieri (tale norma non c’è nelle altre regioni). In sintesi in tutte le Regioni italiane è possibile richiedere di sottoporre a referendum la materia tranne in Abruzzo”.

“Anche su questo punto la maggioranza non ha voluto esprimersi. Riproporrò l’emendamento in aula”.

“La riduzione dei consiglieri, atto dovuto, non implica che venga meno il tema della riduzione delle retribuzioni complessive dei consiglieri o dell’abolizione dei doppi vitalizi (regionale più parlamentare): un privilegio rimane tale anche se a goderne sono 31 e non 42 persone”, conclude Acerbo.

COSTANTINI (IDV): “CHIODI CACCI ASSESSORI ESTERNI”

“Mentre la Polverini si difende continuando a ribadire che non aveva gli strumenti per incidere sulla autonomia del Consiglio regionale laziale, Chiodi continua a intestarsi i meriti di tutte le riforme varate negli ultimi mesi all’Emiciclo: di quella sulla eliminazione dei vitalizi, di quella sulla riduzione delle indennità e anche dell’ultima, varata solo poche ore fa dalla competente commissione consiliare, sulla riduzione del numero dei consiglieri regionali”.

È la presa di posizione del capogruppo regionale dell’Italia dei valori, Carlo Costantini.

“È evidente – dice Costantini – che uno tra i due non racconta la verità. O mente la Polverini e ha ragione Chiodi, nell’intestarsi i meriti delle riforme varate in Abruzzo dal Consiglio regionale, o mente Chiodi e ha ragione la Polverini, quando afferma che il presidente di Regione e la sua Giunta non possono incidere sull’autonomia di un Consiglio regionale”.

“Io quello che so è che Chiodi non fa parte della conferenza dei capigruppo del Consiglio, che da tempo ha deciso all’unanimità di accelerare sulle riforme. So che Chiodi non era presente alla conferenza di martedì, che ha deciso di varare in commissione la proposta sulla riduzione del numero dei consiglieri. So che Chiodi non fa parte della commissione Riforme e so anche che oggi non era presente, rinunciando in tal modo a dare un proprio personale contributo, pur se solo politico. E so, infine, per averlo richiesto e appreso da diversi capigruppo, che nessuno è stato raggiunto da sollecitazioni formali o anche solo informali di Chiodi, affinché questa riforma fosse approvata oggi in commissione”.

“Dunque chi mente, attribuendosi meriti che ragionevolmente non possono appartenergli (se non altro perché se le colpe nel Lazio sono dei consiglieri regionali, non si capisce come i meriti in Abruzzo possano diventare del presidente della Regione) credo sia abbastanza chiaro. Così come è chiaro che se Chiodi vuole sdoganarsi e passare dalle parole ai fatti, contribuendo per la prima volta in prima persona al taglio ai costi della politica, può farlo anche domani”.

“Faccia come il Consiglio regionale che ha appena tagliato 12 consiglieri; tagli anche lui iniziando dai due assessori esterni non eletti, che ci costano un occhio della testa. Non occorre, a differenza del Consiglio regionale, neppure una modifica dello Statuto, che indica in dieci il numero massimo dei componenti la Giunta: basta una sua firma”.

“Se ce la mette, continui pure a esternare a nome mio e di tutto il Consiglio regionale abruzzese. Se non ce la mette, resti in silenzio”.