L’AQUILA – Aleggiano tensione e caos sul vertice di maggioranza in Regione, il primo contatto dopo la pausa estiva, che si sarebbe dovuto tenere oggi pomeriggio all’Aquila e che in realtà è stato spostato a domani pomeriggio, sebbene molti dei protagonisti, a poche ore dallo stesso, non siano ancora stati informati dello slittamento, delle modalità, dei contenuti e dei partecipanti. 

Ed è  questa un po’ l’immagine del centrodestra che torna a rivedersi al termine del periodo di riposo. 

Una coalizione che ha trionfato alle elezioni del 10 febbraio scorso ma che ancora non ha ingranato la marcia giusta, essendo in difficoltà su più fronti, a partire dallo spoils system, previsto entro sei mesi e ancora pericolosamente al palo. 

Ma l’incontro assume i contorni del giallo non solo per la data e la collocazione, ma anche per gli argomenti. 

Anche se una cosa sembra essere chiara: secondo quanto si è appreso, soprattutto in seno alla lega, azionista della maggioranza visto il 27 per cento dei consensi, il summit deve chiudere la verifica e la mini-crisi innescata dalla Lega prima di ferragosto e ricompattare definitivamente una maggioranza mai apparsa coesa ed amalgama dopo oltre sei di governo. 

Quindi l’incontro di domani viene considerato la seconda puntata del tavolo di verifica politica chiesto proprio dai salviniani dopo le nomine dei manager Asl all’inizio di agosto da parte del governatore, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia – ancora da ratificare, peraltro -, prontamente accolto dallo stesso Marsilio accusato di aver deciso senza condividere le scelte. 

Alla vigilia, comunque, paiono maggiori le incertezze: al di là della sua collocazione temporale con la nuova data, infatti, non è ufficiale neanche l’ordine del giorno ed i partecipanti, oltre a Fdi, Lega, Fi e Azione politica, ci sarà l’Udc? 

Non è ben chiaro, per esempio, se sia, come vuole una certa narrazione, un tavolo decisivo per lo spoils system, per sistemare le oltre cento caselle tra enti subordinati e partecipate, o se invece abbia l’obiettivo semplicemente di fare il punto sull’attività regionale e sulle cose più urgenti da fare in questo frangente. 

Intanto questa mattina, a margine della conferenza stampa dell’Aurum di Pescara, il presidente della Regione Marco Marsilio ha assicurato che nelle prossime ore verrà chiuso il cerchio sulle nomine riguardanti la Sanità.

“Abbiamo già individuato come noto i nuovi dirigenti di due Asl e per altre due stiamo attendendo per Teramo che il dottor Fagnano prenda servizio come direttore del Dipartimento e faremo quindi il bando. Fagnano a dire il vero non ha ancora preso servizio proprio per assicurare la continuità amministrativa e la chiusura di alcune pratiche nella Asl. Su Pescara è in corso una vicenda che tutti conoscete perché è stato contestato il mancato raggiungimento degli obiettivi al Direttore Generale che come prevede la norma ha presentato e prodotto le sue controdeduzioni e quindi siamo in fase di discussione di queste posizioni. In ogni caso Mancini ha il contratto per la Direzione della azienda. Per L’Aquila e Chieti dobbiamo solo definire gli ultimi passaggi amministrativi e la prossima settimana verranno definite e formalizzate le delibere per queste due Asl, per cui per la sanità abruzzese si apre una nuova fase di rilancio e di rinnovamento”.

Dulcis in fondo, è nebulosa anche la composizione del tavolo che, questo è sicuro, sarà gestito dal governatore Marsilio di Fratelli d’Italia. 

C’è chi sostiene che si tratti semplicemente di una riunione politica, quindi con i segretari di partito, e chi invece sostiene l’allargamento a consiglieri e assessori regionali. 

Da capire se tra gli argomenti di discussione ci sia anche quello dei manager Asl. Com’è noto, infatti, sia la nomina di Roberto Testa all’Aquila che di Francesco Nicola Zavattaro a Chieti, sono tuttora in stand by, per ragioni differenti. 

Argomento, quest’ultimo, caldissimo e in attesa di una pronta svolta: l’incertezza di Zavattaro sul ritorno a Chieti, infatti, blocca anche l’approdo di Testa all’Aquila, alla luce del fatto che le due nomine fanno parte della stessa delibera, generando una preoccupante situazione di empasse. 

A quanto filtra, però, la vicenda potrebbe essere definita nel corso della settimana, proprio alla luce di quanto potrebbe emergere dal tavolo di domani. Tutto è nato perché la Lega contestato fin dal primo momento la nomina di Testa, giudicandola una scelta in solitaria, forzata, operata da Marsilio e aprendo, di conseguenza, la crisi. Il Carroccio puntava infatti su Ferdinando Romano. 

Le incertezze di Zavattaro hanno fatto il resto: il manager che a differenza di Testa, non ha firmato l’adesione che avrebbe portato alla ufficializzazione dell’incarico, teme un suo ritorno all’azienda che ha già diretto, soprattutto per alcuni temi caldi che non hanno trovato soluzione nel corso degli anni, come il project financing per il nuovo ospedale. 

È da definire anche la questione delle altre Asl. 

Il manager teramano, Roberto Fagnano, ha accettato l’incarico di capo del Dipartimento Salute in Regione, mentre a Pescara va ancora risolto il caso Armando Mancini, il dg bocciato sulla Regione che ha presentato le sue controdeduzioni ai punteggi bassi che gli sono stati attribuiti, nel tentativo di portare a termine il mandato per l’anno e mezzo che resta.

Tra i temi più squisitamente politici del tavolo di martedì c’è anche la possibilità che i salviniani possano alzare il tiro alla luce delle vicende romane legate alla composizione del nuovo governo. La Lega sarà all’opposizione dopo aver scatenato la crisi e il tentativo in atto per la creazione di un esecutivo giallorosso Cinque Stelle – Partito democratico potrebbe alzare ulteriormente la tensione.

I punti più importanti, insomma, sarebbero, secondo quanto emerge da fonti interne alla coalizione, le nomine e quindi lo spoils system, al palo non solo per quanto accade nella sanità. Ci sarà poi da discutere sull’allineamento delle deleghe degli assessori: questa è una richiesta specifica della Lega che in occasione del primo tavolo di verifica ha sottolineato la mancanza di omogeneità. 

Da capire anche cosa accadrà con un’altra delle richieste cardine, quella di una delega specifica per l’autonomia differenziata, progetto che a livello nazionale potrebbe subire contraccolpi con l’insediamento di un nuovo governo.