L’AQUILA – Per la prima volta nella storia della Regione Abruzzo, nonostante le rassicurazioni, in testa quelle dell’assessore regionale al Bilancio Silvio Paolucci, e dei dirigenti del settore, a tre giorni dalla data fissata i dipendenti della Giunta regionale non hanno ancora visto accreditarsi sul loro conto corrente lo stipendio di febbraio che, come accaduto finora, sarebbe dovuto essere nella disponibilità il giorno 24.
Dopo l’attesa di ieri, quando è scoppiato il caso, l’enorme figuraccia viene denunciata da un gruppo di dipendenti che ha effettuato controlli stamani, che parla a nome di tanti altri colleghi.
A questo punto, prima che le circa 1.600 persone che lavorano nell’ente si vedano pagata la spettanza passeranno altri 4-5 giorni, per cui il ritardo finale sarà di 7-8 giorni.
Tutto ciò, secondo quanto affermato da Paolucci, per le difficoltà incontrate dai settori interessati nell’adeguare la contabilià alle nuove norme nazionali e non per la mancanza di fondi.
Il mancato pagamento sta creando disagi in molte famiglie che hanno scadenze a fine mese, aggravati dal fatto che febbraio finisce il 29: tra i dipendenti serpeggiano rabbia e amarezza anche perché considerano le giustificazioni e le rassicurazioni una presa in giro, ma anche preoccupazione.
Molti sono inviperiti per la mancata informazione da parte di tecnici e politici e molti denunciano il fatto che tutto si stia consumando nell’indifferenza dei sindacati.
L’accadimento, che non è clamoroso per il ritardo in sé, se si considera la situazione contestuale con dipendenti senza stipendi da mesi anche nel pubblico, diventa però un caso politico.
Infatti, alla base del ritardo ci sono la disorganizzazione del settore e anche l’inadeguatezza della squadra: un complesso che non è stato capace di provare in anticipo norme sulla contabilità varate nel 2011, integrate successivamente, che sarebbero entrate in vigore il 1° gennaio scorso.
In questo senso, sul banco degli imputati finiscono il presidente, Luciano D’Alfonso che ha effettuato le scelte dei responsabili, l’assessore Paolucci, e il direttore del dipartimento Risorse umane e bilancio Ebron D’Aristotile, ex dirigente della Provincia di Pescara, voluto a capo del delicato settore dopo essere stato scelto alla guida dell’Audit.
Un settore che, prima di trovare la quadra, ha vissuto l’interim del dirigente Carmine Cipollone, che poi si è dimesso, evidentemente in disaccordo con i principi di gestione chiesti dal centrosinistra.
Forse sperando in una proroga, fino alle scorse settimane dirigenti e uffici non hanno mai preso contezza della complessità dell’operazione, a differenza di altri enti che, invece, hanno effettuato prove.
E questo ha portato gli uffici a consegnare la documentazione per il pagamento degli stipendi il 23 febbraio con i mandati che sono partiti per via informatica il giorno dopo verso la tesoreria della Bper.
A quel punto è cominciato l’iter di accredito dei circa 6 milioni di euro con i salari che arriveranno prima ai correntisti dela Bper e poi a quelli degli altri istituti di credito.
Finora, per essere puntuali il giorno 24, la documentazione veniva inviata il 18 del mese.
Secondo quanto si è appreso, il caso è scoppiato solo a febbraio perché a gennaio non sono state attuate per intero le nuove norme.
Tra i motivi di amarezza tra i dipendenti, c’è la considerazione che perfino ad aprile 2009, mese del tragico terremoto dell’Aquila, gli stipendi sono stati pagati in tempo, da una roulotte allacciata a Internet attraverso un cavo volante. (b.s.)





