L’AQUILA – Definirli rapporti tesi quelli tra il presidente della Regine Gianni Chiodi e l’ex assessore alla Protezione civile Daniela Stati, dimessasi in aperta polemica con i suoi ex colleghi di Giunta e di partito, è un eufemismo.

Daniela Stati ha senza mezzi termini bocciato l’attuale dirigenza del Pdl, un attacco al quale il Governatore ha risposto difendendo i vertici regionali del partito, definendosi “amareggiato e stupito per le parole dell’ex collega di Giunta.

Dopo la bufera giudiziaria che l’ha coinvolta nel corso dell’estate e che ha portato all’arresto di quattro persone, tra cui il padre Ezio, Daniela Stati è tornata in Consiglio regionale aderendo al gruppo misto ma più di un rumors di corridoio la vorrebbe prossimo nuovo acquisto del gruppo consiliare del movimento finiano di Futuro e Libertà per l’Italia, attualmente composto dal vice presidente della Giunta regionale Alfredo Castiglione, del capogruppo Berardo Rabuffo e del consigliere e presidente della commissione Bilancio Emilio Nasuti.

Proprio quest’ultimo ha annunciato “almeno due nuovi ingressi entro fine mese nel gruppo di Fli” e in molti non hanno fatto fatica ad immaginare come in pole position si trovasse proprio la Stati: le chiacchierate tra i banchi dell’Emiciclo tra i due non sono sfuggite a nessuno e in molti hanno immaginato un imminente passaggio tra i finiani.

Il via libera definitivo sarebbe dovuto arrivare nella giornata di ieri dopo un incontro con il vice ministro Adolfo Urso: un confronto saltato in extremis dopo l’intervento diretto del presidente Chiodi che si è impegnato a fissare un incontro con il premier Silvio Berlusconi per tentare di sanare la frattura instaurata con il Pdl, a detta della Stati poco solidale nei suoi confronti al momento dello scoppio della bufera giudiziaria.
L’ex assessore ha più volte invocato l’intervento del presidente del Consiglio per spiegare la sua posizione “di non aver mai ricevuto pressioni su Abruzzo Engineering”, società regionale oggetto di una ordinanza per l’assegnazione di commesse, firmata dallo presidente del Consiglio” ha dichiarato.

“Il presidente Chiodi mi ha chiamato per dirmi che avrebbe fissato un incontro con il premier e ho pensato fosse giusto rimandare di qualche giorno l’incontro con Urso – ha dichiarato la Stati –  Per la mia dignità personale, a me interessa che Berlusconi venga a dire o scriva la verità, e cioè che non ho fatto pressioni nei suoi confronti per Abruzzo Engineering e che è stato lui a firmare l’ordinanza. Sono pronta ad attenderlo al casello. Tutto ciò mi si deve anche a livello umano perché non ho chiesto assunzioni, né dato un euro alla società, quando sono arrivata esisteva una legge regionale che riconosceva lo status in house, non ho mai messo in difficoltà nessuno, attuando le indicazioni di Chiodi che erano quelle di salvare AE. E mi sono ritrovata con la famiglia distrutta. Inoltre, sono sempre stata leale con il partito, per il quale sono andata a chiedere i voti ovunque, e senza avere mai ruoli dirigenziali”.

Sul Pdl abruzzese  la Stati ha affermato di voler dire a Berlusconi  che “Dal punto di vista politico dirò  che l’attuale vertice dirigenza non è assolutamente all’altezza di rappresentare il premier ed in quanto tale non mi riconosco in essa”.

Parole che non  hanno fatto piacere al presidente Chiodi che in una nota ha rimarcato la fiducia nei due coordinatori di partito, Filippo Piccone e Fabrizio Di Stefano ed al coordinatore provinciale del Pdl Massimo Verrecchia: “Sono sorpreso e amareggiato delle dichiarazioni rese alla stampa dal consigliere regionale , Daniela Stati. Mi dissocio nel modo più  assoluto dagli attacchi rivolti ai vertici e dirigenti del mio partito in Abruzzo ai quali rinnovo la mia fiducia e vicinanza”.