L’AQUILA – Controllo e riduzione della spesa. Sono i due capisaldi delle norme approvate questa notte dal Consiglio regionale nel corso della seduta fiume, terminata attorno all’una e mezza, nel corso della quale è arrivato il via libera alla legge sull’edilizia.
Oltre all’attività dei gruppi consiliari il collegio dei revisori dei conti controllerà la rendicontazione delle spese dell’intero Consiglio regionale. Un modo per supervisionare entrate ed uscite del parlamentino regionale abruzzese e grazie al quale potranno essere certificati anche i piani di razionalizzazione, approvati nel marzo scorso, che consentiranno di poter incrementare il fondo per il personale.
“Il provvedimento è stato concordato con il direttore amministrativo del Consiglio, Paolo Costanzi, ed in questo modo verranno certificate tutte le attività del Consiglio. La disposizione (confermata anche da una recentissima sentenza della Corte Costituzionale, ndr) segue un’indicazione già fornita dal Governo Monti, (già prevista in una precedente finanziaria del governo Berlusconi) e abbiamo cercato di anticipare le altre regioni così come già avvenuto con il taglio delle indennità e l’abolizione dei vitalizi” spiega il presidente del Consiglio, Nazario Pagano.
“Anche le altre Regioni italiane si dovranno dotare di un’organismo che ne certifichi la loro attività e le spese del Consiglio” aggiunge il presidente che aggiunge come l’attività del collegio dei revisori, organismo terzo rispetto all’assemblea regionale, “sia molto severa e rigidia. Quello che è accaduto nel Lazio, per esempio, in Abruzzo non sarebbe potuto succedere perchè i revisori già certificano l’attività dei gruppi consiliari”.
Via libera, inoltre, alla norma che riduce al cinquanta per cento la spesa i contratti a tempo determinato, eccezion fatta per quelli i cui compensi sono già fissati dalla legge e contingentati, come quelli, ad esempio, dei gruppi politici la cui scadenza è fissata con la fine della consigliatura. Giorgio Alessandri
IL COMUNICATO DEL PRESIDENTE PAGANO
Riduzione del numero di consiglieri e assessori regionali, istituzione del Garante dei diritti e degli interessi e del Collegio dei revisori dei conti, “quale organo di vigilanza sulla regolarità contabile, finanziaria ed economica della Regione”.
Sono gli aspetti principali del progetto di legge di modifica dello Statuto regionale, depositato questa mattina dal presidente del Consiglio, Nazario Pagano.
La proposta di Pagano, che si compone di sette articoli, prevede la riduzione del numero dei consiglieri regionali dagli attuali 45 a 31 (29 membri, il presidente della Giunta e il candidato presidente più votato tra gli sconfitti).
Il numero degli assessori passa da 10 a 6, mentre viene istituito il “Garante dei diritti e degli interessi”, cui verranno trasferite le funzioni oggi svolte dal Difensore civico e dall’Osservatorio dei diritti.
Tutta la gestione finanziaria ed economica della Regione sarà poi sottoposta alla vigilanza del Collegio dei revisori dei Conti.
“La grave situazione economico-finanziaria che sta attraversando il nostro Paese – sottolinea Pagano – ha imposto che anche le Regioni si impegnassero attivamente nelle politiche di contenimento dei costi, anche se spesso non vengono adeguatamente coinvolte nelle scelte che riguardano i tagli, assistendo a riduzioni di risorse ingenti rispetto alla quota di spesa pubblica di loro competenza. L’Abruzzo ha anticipato già da tempo misure volte al risparmio e all’ottimizzazione delle risorse prevista dalla normativa nazionale, riducendo a esempio le indennità dei consiglieri regionali, che sono pari al 55 per cento di quelle dei Parlamentari, e introducendo una serie di misure sanzionatorie volte a legare il trattamento economico all’effettiva partecipazione ai lavori consiliari. Siamo stati tra la prime Regioni italiane ad abolire i vitalizi e queste modifiche allo Statuto proseguono quel percorso virtuoso che abbiamo intrapreso in questa legislatura, per dare un messaggio serio ai cittadini abruzzesi della nostra ferma volontà di contribuire concretamente ai principi sanciti dalla spending review”.






