L’AQUILA – “Non credo che gli abruzzesi vogliano assistere al teatrino del rimpasto, ma che la Regione Abruzzo continui a ben amministrare. Gli equilibri restano quelli usciti dalle urne nel 2019 e Fratelli d’Italia, nonostante sia ora il primo partito, non intende far valere questo peso. Mi attendo dagli alleati pari senso di responsabilità”.
La presa di posizione, chiara e tranchant, arriva dal neosenatore Etel Sigismondi, segretario regionale di Fratelli d’Italia, e mira a disinnescare in partenza le mire di chi chiede un rimpasto di giunta in Regione Abruzzo. In primis, come riferito da Abruzzoweb, Forza Italia, che con il presidente del consiglio Lorenzo Sospiri, ha già formulato esplicita richiesta al presidente della Regione, Marco Marsilio, di Fdi, nel corso di una riunione di pochi giorni fa. Fi chiede maggior “peso” nella maggioranza, ovvero vuole un secondo assessorato, a discapito della Lega, che ne ha quattro, o anche la presidenza di un ente regionale. Con il non peregrino argomento che ora gli azzurri hanno sei consiglieri di “fatto”, dai tre che erano stati eletti nel 2019, con Umberto D’Annuntiis, che poi è passato a Fratelli d’Italia: oltre al capogruppo Mauro Febbo e al presidente Sospiri, i tre “federati” di Valore Abruzzo, Simone Angelosante, Emanuele Marcovecchio e Antonio Di Gianvittorio e il vice presidente del consiglio, Roberto Santangelo, diventato, seppure come indipendente, stretto alleato degli azzurri. Ma Lega ovviamente non ci pensa nemmeno a regalare un assessorato e maggior ragione Marsilio di rimpasto non ne vuol sapere, e per lui l’unica mossa in programma, ineludibile, è quella sostituire l’assessore Guido Liris, di Fdi, eletto senatore anche lui, probabilmente con Mario Quaglieri, Fdi, oggi presidente della quinta commissione Sanità, con l’ingresso in consiglio come surrogato, del capo di gabinetto della Giunta Marsilio, Massimo Verrecchia, dirigente di Fdi di Avezzano.
La stessa linea, quella di chiudere ad ipotesi di rimpasto e arrivare con un assetto pressoché identico alle elezioni della primavera 2023, la ribadisce a questa testata il segretario Sigismondi,
Questo il suo ragionamento: “le ultime elezioni politiche hanno certificato la tendenza che si vedeva negli ultimi anni, con Fratelli d’Italia che è diventato, anche in Abruzzo, il primo partito in assoluto. Ebbene, noi utilizzeremo il nostro peso elettorale esclusivamente per portare risultati in Abruzzo, e non per iniziare un banale ed inopportuno braccio di ferro con le altre forze del centrodestra”.
Tradotto: se Fdi non ha nulla ha che rivendicare, nonostante il suo accresciuto peso politico, in termini di assessori in giunta regionale, o con altre richieste, non si capisce perché debba farlo Forza Italia o altri partiti. Fdi, lo ricordiamo, nel 2019, quando si andò a votare per le regionali, prese il 6,4%, alle politiche del 25 settembre ha preso oltre il 27%, la Lega, che fece cappotto, arrivò al 27,5%, ed ora è all’8%, Forza Italia prese il 9% alle regionali, ed ora è al 12%.
Questo perché, sottolinea con forza Sigismondi, “gli equilibri all’interno del consiglio regionale per noi sono quelli usciti dalle urne il 10 febbraio del 2019. E se questa è una regola che vale per il primo partito del centrodestra, la stessa regola deve valere per tutte le forze responsabili”.
“In questo momento gli abruzzesi vogliono che si continui la grande azione messa in campo da Marsilio, uno dei migliori presidenti che l’Abruzzo abbia mai avuto, non vogliono assistere al solito teatrino dei rimpasti”, conclude Sigismondi.






