L’AQUILA – Non c’è più neanche la speranza di un posto da precario per 13 mila persone, uno sproposito, che avevano deciso di puntare sui bandi per le graduatorie aperte indetti dalla Regione Abruzzo.

I concorsi che, va ricordato, erano stati lanciati senza una previsione certa di posti per assunzioni a tempo determinato, criticati dai sindacati e perfino impugnati con ricorsi al Tar dai precari saranno infatti ritirati entro i prossimi giorni.

Proprio a causa delle continue polemiche e delle pressioni su questo tema delicato, e anche a causa di alcuni errori tecnici nei bandi, i termini erano prorogati due volte.

Finché si è arrivati al ritiro, deciso in un vertice al calor bianco tra le sigle sindacali e l’assessore regionale al Personale, Federica Carpineta.

Sul tavolo c’è un piatto importante, la stabilizzazione che 160 precari della Giunta regionale, molti dei quali con i contratti in scadenza da qui alla fine dell’anno, invocano in virtù di una delibera, la numero 38 del 2008, della precedente Giunta regionale guidata da Ottaviano Del Turco.

I precari, alcuni individuati a chiamata diretta, ma molti con numerosi anni di militanza e dopo aver superato selezioni e concorsi a tempo determinato, hanno in mente una strategia che passi prima per la proroga dei contratti, per arrivare poi alla stabilizzazione.

Non si tratta di un percorso facile: l’assessore Carpineta dovrà parlarne al ministro per la Funzione pubblica, Renato Brunetta, per verificarne la fattibilità.

Il segretario regionale della Cgil Funzione Pubblica, Carmine Ranieri, spiega che si punta ad arrivare “a un contratto a tempo determinato per i precari con i requisiti previsti nella legge finanziaria 2008, e cioè che al 28 settembre 2007 abbiano, nell’arco di cinque anni, maturato tre anni di lavoro con contratti co.co.co. o misti al tempo determinato”.

“Secondo noi – conclude – si può fare, ma l’ultima parola spetta al ministero, dove l’assessore andrà a chiedere ulteriori chiarimenti”.