L’AQUILA – Dopo una serie di stop & go e un rapporto contraddistinto da un breve idillio e poi continue litigate con il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, taglia la corda il capo dipartimento Presidenza e rapporti con l’Europa dell’ente regionale, Giovanni Savini e ora spunta un poker di fedelissimi per sostituirlo.

Secondo quanto si è appreso, dal 15 gennaio, una volta smaltite le ultime ferie accumulate con l’ente regionale, lascerà palazzo Silone per raggiungere una sua vecchia conoscenza: Dario Franceschini, ministro per i Beni culturali.

Savini, 43 anni, romano ma originario di Roseto degli Abruzzi (Teramo), ha infatti accettato la proposta di un incarico alle dirette dipendenze del ministro, dopo esserne stato, in passato, capo del settore Legislativo quando Franceschini guidava il dicastero dei Rapporti con il Parlamento nel governo Letta, uno dei tanti incarichi al vertice di tecnostrutture romane che ha svolto.

Nell’agosto 2015 la chiamata di D’Alfonso, in sostituzione del primo nominato alla guida del delicatissimo dipartimento, Andrea Ciaffi, che aveva rinunciato all’incarico per motivi familiari.

Lasciando la Regione Abruzzo, Savini si è potuto permettere anche di sfogliare la margherita: aveva una proposta anche dal suo amico Claudio De Vincenti, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con il governo Renzi, ora promosso a ministro per il Sud dal nuovo premier, Paolo Gentiloni.

Da notare che, tra l’altro, essendo Franceschini spesso in Abruzzo, Savini avrà presto occasione per rivedere D’Alfonso, magari nella futura inaugurazione della sede distaccata del museo d’arte moderna Maxxi a palazzo Ardinghelli all’Aquila, fortemente voluta dal ministro.

Quanto alla sostituzione, il toto-nomi parla dello storico braccio destro di D’Alfonso, Guido Dezio, dell’autorità di gestione Ipa Adriatico, Paola Di Salvatore, dell’ex direttore regionale e presidente della società aeroportuale Saga, Carla Mannetti, che però rifiuta sdegnosamente la patente di ‘dalfonsiana’ e si è riavvicinata al centrodestra aquilano in vista della partita elettorale amministrativa nel 2017, e dell’attuale capo di gabinetto della presidenza, Fabrizio Bernardini.

Sempre da quanto appreso, dirigenti comunitari avrebbero consigliato ai vertici regionali la scelta di un rimpiazzo che come minimo conosca a menadito, oltre alla normativa europea, anche la lingua inglese.

Quanto a Savini, a confidenti avrebbe assicurato di essere sempre a disposizione per tornare a servire la sua terra d’origine, ma solo quando D’Alfonso avrà tolto il disturbo. (alb.or. – b.s.)