L’AQUILA – “Sulla sanità Gianni Chiodi ha una gestione padronale più che commissariale”, lo ha dichiarato il senatore dell’IdV Alfonso Mascitelli, vice presidente della Commissione Speciale di Inchiesta, che presenterà martedì prossimo una interrogazione parlamentare al Ministro della Salute, Ferruccio Fazio, per chiedere che il Governo risponda su quelle che sono realmente le competenze e le prerogative del commissario  ad acta nominato per l’Abruzzo e se le stesse siano realmente o meno rispettate.
 
“Esaminando gli atti che hanno portato alla chiusura della struttura di riabilitazione psichiatrica denominata Azienda agricola di Ripa Teatina, con la conseguente dislocazione dei 35 pazienti in sistemazioni di cui si dovrà accertare se siano state rispettate le garanzie di continuità terapeutica, perché alcuni di loro sono stati dimessi senza visita preventiva, altri ancora ospedalizzati e una paziente addirittura rinviata nel carcere in una cella con altre sei detenute, ci si imbatte in un evidente comportamento del commissario ad acta che potrebbe far pensare all’adozione di due pesi e due misure.
 
Mentre, infatti, all’incontro promosso dal Prefetto di Chieti per trovare una soluzione condivisa e per scongiurare la chiusura della struttura riabilitativa, il Commissario Chiodi non ha inviato alcun rappresentante della Regione, ha, invece, dimostrato tutt’altra solerzia nel concedere, un anno fa, un nuovo accreditamento di venti posti letto ad un’altra struttura psico-riabilitativa della Provincia di Chieti, senza alcuna preventiva verifica da parte del dipartimento di prevenzione della Asl, avvenuta soltanto a distanza di parecchi mesi.
 
Alla struttura di Ripa Teatina si contesta l’assenza di requisiti tecnici, all’altra struttura viene concesso un Piano di adeguamento di alcuni requisiti che potrà durare sino al 2012.
Alla struttura di Ripa viene contestata, ai sensi della Legge Regionale 32, di non essere collocata in un normale contesto residenziale urbano per agevolare i processi di socializzazione dei pazienti, nei confronti dell’altra non si tiene conto che è immersa nel suggestivo verde dei boschi”.
 
“Il commissario ad acta – conclude il sen. Mascitelli – non ha poteri per concedere nuovi accreditamenti, quantunque provvisori, che restano in capo al Consiglio e alla Giunta, per cui delle due cose l’una: o il richiamo all’emergenza per esercitare un potere derogativo vale per tutti o c’è un problema di un esercizio distorto dei poteri a cui il Ministro della Salute dovrebbe rispondere in Parlamento.  In assenza di risposta, evidentemente, saremo costretti a far ricorso al altre Autorità.