L’AQUILA – Alla vigilia della seduta di consiglio regionale del 14 agosto volano stracci tra il consigliere regionale di Forza Italia ed ex presidente di Regione Gianni Chiodi da una parte e la maggioranza  e la Cgil Funzione pubblica dall’ altra. Causa dello scontro le promozioni interne e l’aumento del numero dei dirigenti regionali che potrebbero essere rese possibili grazie a due commi del progetto di legge di riorganizzazione della macchina amministrativa, che approderà domani in aula.

Come evidenziato da AbruzzoWeb tali commi fissano il numero dei dirigenti del Consiglio e della Giunta al numero massimo di 11 e 120. Rispetto al numero attuale di 7 e 90. E consentono promozioni dei dipendenti, di dubbia costituzionalità, dalla categoria C a quella D, senza concorso.

“Si è trattato di refusi di trascrizione nella scrittura dei subemendamenti” aveva poi spiegato a questa testata il presidente della prima commissione (Bilancio) Maurizio Di Nicola, del Centro Democratico, garantendo che “saranno cancellati con emendamenti ad hoc e che comunque non sortiranno nessun effetto”.

Argomentazione che non persuade per nulla Chiodi.

 “Le dichiarazioni di Di Nicola – spiega il consigliere – sono grottesche, la verità è che cerca di coprire tale sveltina parlando di errori di trascrizione. E sembrava ieri che l’assessore Silvio Paolucci affermava che il numero dei dirigenti regionali andava limitato all’essenziale per farne dei veri e propri manager, che era necessario eliminare quella zona grigia di contatto fra la politica e i dirigenti e mi diceva che avevo proposto solo spot e annunci. Ora invece – continua Chiodi – mi sembra che la riforma della macchina amministrativa che andremo a discutere domani in Consiglio regionale è stata preparata dai suoi uffici, sotto la sua supervisione, e si parla di dirigenti aumentati, promozioni di dipendenti senza concorso e commissari realizzatori con poteri illimitati nominati dalla stessa politica”

Gravissimo poi l’atteggiamento dei sindacati, che secondo l’ex-governatore non avrebbero avuto nulla da eccepire quando sono stati ascoltati in prima commissione.

“Lo sconcerto maggiore – afferma Chiodi – mi arriva dal silenzio dei sindacati, della Cgil Funzione pubblica in primis, che mi ha attaccato più volte in questi anni ritenendo assolutamente necessario snellire il numero dei dirigenti regionali. Questo silenzio nei riguardi della nuova amministrazione che vuole addirittura aumentare i dirigenti in numero maggiore rispetto a quelli che ho trovato io, gli toglie ogni forma di credibilità”.

“In tutte le Regioni – incalza Chiodi – si taglia il numero dei dirigenti e gli stipendi la spending review colpisce tutti gli enti compresi i ministeri, il piano di Cottarelli prevede una riduzione del numero dei dirigenti pubblici, ma la ‘Regione facile e veloce’ di D’Alfonso presenta una legge di riforma che aumenta i dirigenti e permette promozioni ai dipendenti senza concorso”.

Veemente la replica della Cgil Funzione pubblica, per voce del segretario regionale Carmine Ranieri.

“Destano sconcerto – spiega Ranieri – le parole dell’ex governatore Chiodi , che dimostra ancora una volta di essere poco attento, commettendo l’ennesima grossolanità. Probabilmente non sa che la Cgil Funzione pubblica ha proprio chiesto ed ottenuto nei giorni scorsi la audizione nella I Commissione del Consiglio Regionale dove ha chiesto con forza che vi sia la semplificazione della struttura di comando, la riduzione del numero dei dirigenti regionali, un chiarimento delle funzioni dei commissari ad acta, la garanzia che non vi sia aumento di spesa per le segreterie politiche e che non vi siano decurtazioni del salario accessorio dei dipendenti del comparto, come purtroppo già avvenuto con la giunta Chiodi”.