L’AQUILA – Continua la saga della “gestione creativa” del personale da parte dell’assessore regionale alle Risorse umane Federica Carpineta.
In un bando per la ricerca di cinque figure interne all’amministrazione esperte in fondi europei si richiede, come necessaria, la qualifica di libero professionista: una cosa assolutamente vietata dalla legge per i pubblici dipendenti, pena il licenziamento.
Una gaffe clamorosa che rischia di coprire di ridicolo il settore e di mostrarne un aspetto amministrativo dilettantesco che stride con i ripetuti richiami della Carpineta alla meritocrazia e alla necessità di “premiare i più capaci”.
Uno scivolone che fa il paio con la contestatissima dell’infornata di assunti di fine anno, rivelata da AbruzzoWeb: 42 figure da assumere con contratto a tempo indeterminato di cui 14 selezionate dall’esterno, 7 provenienti dagli enti regionali non soppressi e 21 attraverso la stabilizzazione dei “comandati”.
Questi ultimi sono dipendenti di altri enti ma in servizio in Regione, che grazie a un avviso deciso dalla Giunta regionale entreranno stabilmente nell’organico dell’amministrazione, con i relativi costi che diventano fissi, visto che si tratta di funzionari di categoria “D” che hanno anche la posizione organizzativa nei rispettivi uffici, grazie alla quale percepiscono 11 mila euro lordi annui di indennità aggiuntiva rispetto allo stipendio.
Una vicenda per cui la Carpineta si è attirata addosso critiche pesantissime: da un lato il “fuoco amico” del consigliere regionale del Popolo della libertà Giuseppe Tagliente, che ha parlato, senza mezzi termini, di “un moto di indicibile riprovazione” per la decisione, dall’altro quelle del capogruppo dell’Unione di centro, Antonio Menna, che ha definito la cosa “incredibilmente vergognosa” e addossato le responsabilità al governatore Gianni Chiodi, di cui l’assessore è una pupilla.
L’esponente della Vela si è spinto oltre, arrivando a chiedere di “portare la delibera in commissione di Vigilanza” e di “trasmettere il provvedimento alla Corte dei conti”.
È prevedibile, quindi, che quest’ultimo bando alzi ulteriormente i toni dello scontro, anche in considerazione del modo in cui è formulato e la platea cui è rivolto.
I dipendenti regionali, infatti, sono organizzati in categorie e profili, mentre l’avviso chiede delle professionalità specifiche che nell’organico della Regione non ci sono, cosa che un assessore al Personale dovrebbe sapere.
Con queste premesse è molto probabile che nessuno risponda, a meno di non trovare un masochista che decida di auto-denunciarsi come libero professionista e incorrere nel licenziamento. Così i super esperti destinati alla certificazione delle spese del programma Ue Por-Fesr 2007-2013 verranno prese dall’esterno.
La Regione, in questo modo, si caricherà di ulteriori cinque consulenti, nonostante l’austerità richiesta da più parti e rivendicata dalla Giunta stessa come obiettivo qualificante della legislatura.
LA DIFESA: “NESSUNA GAFFE, ATTO DOVUTO”
Fonti interne agli uffici che hanno predisposto il bando per la ricerca di cinque figure interne all’amministrazione esperte in fondi europei si sottolinea che “l’atto in oggetto non è assolutamente una gaffe”: “I dipendenti pubblici part time al 50% sono legittimamente abilitati a svolgere attività libero professionale e in Regione ci sono casi di specie. L’ufficio aveva quindi il dovere di fare questa verifica interne. È un atto dovuto per legge alla luce del fatto che la norma consente al dipendente pubblico part-time di fare la libera professione. L’ignoranza riguarda quindi chi ha denunciato il fatto”.




