PESCARA – “Questo rimpasto lunghissimo, oltre sei mesi, da prima Repubblica, necessario solo a soddisfare i notabili e le correnti del Pdl, sta costando agli abruzzesi un prezzo troppo alto”.
Lo afferma il segretario regionale del Partito democratico, Silvio Paolucci, che aggiuge “tanto più se la sanità resterà nelle mani di Chiodi che invece dovrebbe essere rimosso dal governo vista l’incapacità di esercitare il ruolo di commissario”.
“Chiodi se l’è presa comoda – attacca Paolucci – alzando le spalle di fronte alle lunghe liste d’attesa, ai reparti che chiudono, alle sentenze della magistratura che smantellano il suo Piano di riordino deciso nel chiuso della sua stanza. Nell’agenda del presidente-commissario i problemi quotidiani di questa regione vengono dopo le alchimie di palazzo e gli equilibri di potere”.
Per il segretario democrat, “l’Abruzzo avrebbe almeno bisogno di condizioni politiche minime: un presidente che faccia il presidente rispettando le regole, un assessore a tempo pieno, una Giunta al completo. Questo centrodestra non è in grado neppure di garantire il minimo funzionamento”.
“Alla fine – accusa Paolucci – dopo oltre sei mesi di triste spettacolo nel caos della sanità, nel pieno dell’emergenza rifiuti, senza nessun protagonismo sulle sfide relative a ricostruzione e vertenza Abruzzo con le emblematiche crisi industriali di questi giorni, le scelte effettuate sono modeste e nessuno comprende perché ci sono voluti tutti questi mesi”.
“Insomma, la montagna ha prodotto un topolino”, conclude.






