L’AQUILA – Il Consiglio regionale, nella serata di ieri, ha approvato a maggioranza il progetto di legge che autorizza la Giunta ad una spesa di circa 2,5 milioni di euro per pagare il mancato preavviso di sei mesi per i 172 dipendenti che la Regione ha deciso di mandare in pensione entro la fine dell’anno grazie ad una norma che risale a prima delle legge Fornero.

A votare a favore la maggioranza di centrosinistra: contro si sono pronunciate le opposizioni di centrodestra e il Movimento cinque stelle.

Il sì, non senza polemiche, dà il via libera al maxi piano di pensionamenti deciso in particolare dal presidente Luciano D’Alfonso, che non ha riscontrato il gradimento di tutti.

Il provvedimento è costituito da tre articoli e fissa l’indennità pari alla “retribuzione spettante per il periodo di sei mesi”.

L’operazione di cura dimagrante, secondo quanto si è appreso, al costo di circa 2,5 milioni di euro una tantum per il mancato preavviso, è caratterizzata da un risparmio di 4,5 milioni all’anno, come emerge nella delibera di Giunta numero 817 del 5 dicembre scorso sulla “razionalizzazione della dotazione organica e conseguente identificazione dei ruoli in eccedenza o in soprannumero”.

La seduta del Consiglio si è poi sciolta per mancanza del numero legale non approvando il Documento di economia e finanza 2017, propedeutico all’esame della legge di stabilità e bilancio regionali.

Il capogruppo di Forza Italia Lorenzo Sospiri e il consigliere azzurro Mauro Febbo, in una nota parlano di “Def che non passa per mancanza del numero legale e altra brutta figura della squadra di D’Alfonso”.

Il presidente della Commissione Bilancio, Maurizio Di Nicola di Centro democratico, pur riconoscemdo il ritardo nell’approvazione del Def, chiarisce che il rinvio è stato deciso perché c’è necessità di integrare la bozza con gli aggiornamenti nazionali arrivati recentemente.

“Ieri in Commissione abbiamo proposto di inserire i dati ma proprio Forza Italia si è opposta ad un iter veloce per fare una unica approvazione – spiega Di Nicola -. Il Def sarà approvato a a ridosso della sessione di bilancio che in Consiglio comincerà il prossimo 27 dicembre, oppure nella seduta che potrebbe essere convocata prima di Natale”.

“Anche ieri – sottolineano Febbo e Sospiri – la squadra del presidente D’Alfonso ha collezionato una pesante debacle addirittura sul Def 2017, il Documento di economia e finanza, il principale atto di programmazione regionale, perché ancora una volta è mancato il numero legale. Riteniamo che se queste sono le premesse in sede di approvazione di bilancio ne vedremo delle belle e la maggioranza di centrosinistra sarà chiamata all’ennesima prova del nove che metterà in evidenza, ne sono certo, le sempre evidenti spaccature all’’interno della coalizione”.