PESCARA – “La recente crisi regionale mi ha dato l’occasione per prendere la decisione definitiva di dimettermi da Forza Italia alla quale pensavo già da tempo e che ho maturato a lungo. Le motivazioni sono molteplici e si riassumono nella non più condivisione della gestione del partito, sia a livello regionale che nazionale. Di fatto, non viene mai organizzata una riunione, le decisioni non sono prese in modo condiviso ma autonomo da parte di pochi, il coordinatore regionale viene nominato dal nazionale senza che abbia consenso a livello locale o regionale, i candidati e i militanti vengono usati solo come portatori di voti da usare nelle campagne elettorali, i giovani sono una vetrina da mostrare per dare un’immagine fresca, senza essere mai minimamente valorizzati. Inoltre, l’attività del partito e le posizioni politiche assunte dagli eletti non sono trasparenti e quindi non vi è alcun modo di controllare l’attività che viene svolta e quindi gli obiettivi che realmente si perseguono”.

A scriverlo, in una nota, Marina Febo, prima dei non eletti nel collegio di Pescara alle elezioni regionali del febbraio 2019, e consigliere comunale di Forza Italia a Spoltore (Pescara), che ha deciso di lasciare il partito, assieme ai consiglieri comunali Andrea Sborgia e Giancarlo Febo.

“Ugualmente il livello nazionale impone dei diktat dall’alto, senza possibilità di replica, da accettare come fossero oracoli: “Lo ha deciso il nazionale! Punto”. Un modus che è degno di un sistema medievale, non adatto a rappresentare e a governare le istanze sociali e i problemi del 2020 che sono complessi e che meritano dibattiti e riflessioni approfondite per individuare le soluzioni più giuste e adeguate”, dice Febo.

“Questa deriva antidemocratica e personalistica, che persegue obiettivi poco chiari anche contro la propria coalizione, e che è lontana dai valori che hanno sempre contraddistinto il nostro modo di fare politica – primo fra tutti il principio secondo cui i patti si rispettano sempre, sia tra alleati che dentro il partito, con onore correttezza e lealtà – ha avuto la massima espressione nelle scelte di Forza Italia nelle ultime amministrative a Chieti e Avezzano e nelle successive proposte di soluzione alla crisi che ne è derivata, avanzate dal coordinatore regionale Nazario Pagano“.

“A Chieti, Febbo si è adoperato per far perdere non Di Stefano o la Lega, ma l’intera coalizione di centrodestra, consegnando di fatto la città al centrosinistra e umiliando il lavoro di tutti i nostri candidati e militanti. Allo stesso modo, Pagano ha perorato con il livello nazionale – che ovviamente conosce poco le cose – una soluzione personalistica alla crisi in sfregio a motivazioni politiche, ai voti presi dai candidati e, infine, anche agli accordi assunti, come era stato il patto sottoscritto con il nostro gruppo spoltorese l’indomani delle elezioni, che prevedeva il mio ingresso in Consiglio regionale”.

“Questi modus operandi non possono trovare in alcun modo il sostegno mio o del mio gruppo. Noi non facciamo politica per lavoro o per una poltrona, ma per passione e vocazione, con spirito di servizio e gratuitamente. Appartenere a un partito significa partecipare e costruire insieme un progetto politico da realizzare per il bene comune e soprattutto per raggiungere interessi pubblici chiari. Quella che vediamo messa in atto, con i nostri voti, non è politica: io e il mio gruppo siamo persone libere e riflessive, che mai potrebbero scegliere un legame fiduciario cieco e obbediente che non si sa dove sia diretto”, aggiunge.

“Come tanti prima di me, lascio definitivamente Forza Italia dopo un decennio di lavoro duro e intenso a Bruxelles, ove ho dato il massimo e anche gli anni migliori della mia vita e dopo otto anni di impegno diretto sul territorio. L’impegno politico prosegue in forma civica attraverso l’associazione da me fondata, denominata InComune – che ha anche dato il nome al nostro gruppo consiliare a Spoltore che conta 3 consiglieri – con la quale porteremo avanti la nostra visione di politica e di società, facendo iniziative e azioni per il bene della collettività, come abbiamo sempre fatto”, conclude Marina Febo.