L’AQUILA – Che cos’è il sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale dell’Abruzzo? Non è il quesito di lana caprina di un filosofo, o la domanda di un bimbo molto curioso alla madre esasperata. Ma una fondata perplessità giuridica che circola anche negli uffici regionali e tra le forze sindacali.
Perché la nuova figura introdotta dalla riforma nella macchina organizzativa dell’agosto 2014, assegnata a Camillo D’Alessandro del Partito democratico, direttamente dal governatore, Luciano D’Alfonso, è un ibrido tra un assessore e un consigliere, ed essendo anche presidente dell’importante commissione consiliare Statuto, pone il tema dell’ingerenza dell’esecutivo sul Consiglio regionale.
Una lettura che il diretto interessato D’Alessandro, invece smentisce categoricamente.
All’articolo 46 bis dello Statuto, opportunamente modificato, si legge che “il sottosegretario alla presidenza della Giunta è nominato dal presidente della Giunta regionale fra i consiglieri regionali. Al sottosegretario non spetta alcuna indennità aggiuntiva per l’esercizio delle sue funzioni rispetto a quella già percepita per il ruolo di Consigliere regionale”.
Il sottosegretario “coadiuva il presidente della Giunta regionale nello svolgimento dei compiti inerenti al suo mandato”, partecipando “alle sedute della Giunta regionale, pur non facendone parte, senza diritto di voto”, e può essere “incaricato dal presidente a seguire specifiche questioni ed ha facoltà di riferire direttamente su argomenti e questioni afferenti alle funzioni attribuitegli”.
All’articolo 43 si legge ancora prima che “gli organi dell’Esecutivo regionale sono il Presidente della Giunta, il Sottosegretario alla presidenza della Giunta e la Giunta regionale. La Giunta è composta dal Presidente e da un numero massimo di sei assessori, tra i quali il vicepresidente”, comma, questo, che come evidenziato da AbruzzoWeb consente di assegnare a D’Alessandro anche un’auto blu a uso esclusivo.
Tirando le somme, il sottosegretario alla Presidenza è a metà tra un assessore e un consigliere regionale.
In Giunta non vota, e non percepisce l’indennità aggiuntiva come gli assessori, però di fatto è componente a tutti gli effetti dell’esecutivo, ed è anzi il braccio destro del presidente, assegnatario di incarichi e deleghe pesantissime, come la riforma dei trasporti che proprio lunedi scorso ha visto la nascita della società unica Tua o anche la gestione dell’Expo,tanto da aver invitato personalmente anche la showgirl Belen Rodriguez allo spazio espositivo di Casa Abruzzo.
Nello specifico le deleghe che gli sono state affidate sono: mobilità, infrastrutture, turismo, grandi eventi, attuazione del programma, coordinamento delle funzioni in capo alla Presidenza della Giunta.
Ma soprattutto, come consigliere regionale D’Alessandro è tuttora il presidente della Commissione speciale per le modifiche alla legge elettorale e per l’attuazione e le modifiche allo Statuto.
Come assessore mai e poi mai potrebbe essere anche presidente di una commissione. Ma appunto il sottosegretario, pur facendo parte dell’esecutivo, non è un assessore.
Una particolarità che, di fatto, mette in discussione l’autonomia del potere legislativo rispetto al potere esecutivo.
Una questione, dunque, non capziosa, tenuto conto che lo Statuto e la legge elettorale sono le regole del gioco che dovrebbero essere materia esclusiva del Consiglio regionale, e di tutte le forze politiche che la compongono, e la commissione che se ne occupa non dovrebbe, si osserva, essere presieduta da una diretta emanazione della Giunta regionale e ancor prima del presidente della Regione in carica.
D’ALESSANDRO: ”NORMA CHE HAI ISTITUITO IL SOTTOSEGRETARIO LEGITTIMA E NO INGERENZE”
“La norma che ha istituito il sottosegretario alla Presidenza della giunta regionale è stata sottoposta al vaglio di legittimità del governo che l’ha ritenuta perfettamente legittima”.
Replica così il sottosegretario alla Presidenza della Giunta Camillo D’Alessandro, a quanto riferito da Abruzzoweb, in merito ai dubbi espressi sulla particolare carica da lui ricoperta.
Figura, tiene a precisare D’Alessandro che “non è ibrido, né un fatto eccezionale, ma nel diritto regionale esiste anche in altre Regioni, per esempio Lombardia, Emilia ed altre se ne stanno dotando”.
“A differenza di queste regioni – prosegue D’Alessandro – nel solo caso dell’Abruzzo non è stata prevista lì’indennità aggiuntiva, negli altri casi invece l’indennità è parametrata a quella dell’assessore regionale”.
Per quanto concerne l’ingerenza del potere esecutivo su quello legislativo D’Alessandro assicura che è una evenienza “esclusa sul punto di diritto semplicemente perché il sottosegretario partecipa ma non è componente della giunta regionale , organo collegiale che adotta delibere . Proprio la specificazione statutaria ha risolto a monte il rischio di incostituzionalità, dunque di illegittimità”.
Infine D’Alessandro tiene a precisare di non essere non essere solo il “braccio destro”, come scritto da AbruzzoWeb, ma anche il “braccio sinistro” del presidente della Regione Luciano D’Alfonso.





