L’AQUILA – Aria di copia & incolla nel progetto di legge in discussione in quarta commissione (Politiche europee) del Consiglio regionale sull’istituzione in Abruzzo di un Osservatorio sull’economia solidale ma che a quanto pare si troverà… in Emilia Romagna.
“L’Articolo 8 illustra le attività dell’Osservatorio solidale dell’Emilia Romagna”, si legge testualmente, infatti, nella relazione al disegno di legge, a intuito ripresa e frettolosamente editata sostituendoci la parola Abruzzo, ma non in tutti i punti.
La seduta per esaminare il testo si è chiusa inevitabilmente con un rinvio tra le risate di consiglieri di maggioranza e minoranza dopo che i componenti Paolo Gatti (Forza Italia) e Leandro Bracco (misto), quest’ultimo vice presidente della commissione guidata da Donato Monticelli (Pd), hanno ‘sgamato’ la topica.
Provvidenziale, per evitare imbarazzi, l’assenza dei proponenti, l’assessore regionale al Sociale Marinella Sclocco (Partito democratico) e il sottosegretario alla Presidenza Mario Mazzocca (Sinitra ecologia libertà).
“Sono recidivi!” ha sogghignato Gatti in riferimento al caso dell’agosto 2014, a Consiglio appena rinnovato, quando la Sclocco fu accusata di aver scopiazzato passaggi del Piano operativo del Fondo sociale europeo (Fse) da quello della Valle d’Aosta.
Durissime le parole di Bracco: “La Sclocco dovrebbe dimettersi ma D’Alfonso non può rimuoverla, roba da psichiatria: le quote rosa sono una bestemmia”.
BRACCO: “LE QUOTE ROSA SONO UNA BESTEMMIA”
“Poco fa, in commissione Politiche europee e internazionali di cui sono vice presidente, ho avuto l’ennesima dimostrazione sul fatto che le quote rosa siano la più grande bestemmia che una classe politica abbia mai potuto partorire”.
Questa la durissima presa di posizione del consigliere del gruppo misto Leandro Bracco dopo il caso di copia e incolla.
LA NOTA COMPLETA
Marinella Sclocco, assessore della Regione Abruzzo alle Politiche sociali, dopo essersi resa protagonista, poco più di un anno fa, di una clamorosa gaffe (aveva “copia incollato”, dalla Regione Valle d’Aosta, la bozza del Programma operativo regionale per l’Abruzzo del Fondo sociale europeo da inviare a Bruxelles), ha fatto il bis.
Ho infatti scoperto che all’articolo 8 della relazione della sua proposta di legge numero 194 che riguarda l’economia solidale (di cui allego copia) compare scritto: “L’articolo 8 illustra le attività dell’Osservatorio dell’economia solidale dell’Emilia-Romagna…”.
Dopo il mio intervento, la maggioranza si è trincerata in un imbarazzante silenzio e il presidente della commissione non ha potuto far altro, non sapendo nascondere una dose elevatissima di disagio, che rinviare ad altra seduta la proposta di legge “emiliano-romagnola”.
In un Paese normale, Sclocco sarebbe costretta ad alzare i tacchi e lasciare l’assessorato.
Il governatore D’Alfonso, però, non potrà mai rimuoverla dal suo incarico. Il motivo? È una donna e la legge prevede obbligatoriamente la presenza di una persona nata femmina in Giunta.
Non contano preparazione e competenza ma è basilare il sesso. Roba da psichiatria. E le conseguenze sono quelle che hanno preso vita stamane in Commissione.
Vi do appuntamento alla terza puntata: dopo la ridente Valle d’Aosta e la godereccia Emilia Romagna, è ora di fare una capatina nell’Italia del Sud…




