L'AQUILA – A quasi cinque anni dalle elezioni, la geografia del Consiglio regionale è in larga parte rivoluzionata rispetto agli assetti usciti fuori dalle urne nel dicembre 2008.
Sono 30 i consiglieri che finora hanno cambiato casacca, se si tiene conto, oltre che del classico “salto della quaglia” da un partito a un altro, dell'implosione del Popolo della libertà e del tragitto andata-ritorno di Luciano Terra nell'Unione di centro. Comunque nessuno è passato da un lato all'altro dello schieramento, caso più unico che raro nella storia recente dell'istituzione.
Il dato che più salta all'occhio è la frammentazione all'interno dell'ex Pdl, che all'esito del voto, risultava di gran lunga la prima formazione dell'Emiciclo con ben 24 seggi: oggi, tra defezioni, addii e scissioni, in Forza Italia, erede principale di quella stagione d'oro, rimangono solo 13 componenti, al netto di successive adesioni.
Il resto si è perso tra il Nuovo centrodestra, Futuro e libertà, Fratelli d'Italia e gruppo misto. La situazione si sarebbe presentata ancora peggiore se Antonio Del Corvo (Ncd) non avesse lasciato il posto a Emilio Iampieri (Fi) in seguito alla sua nomina a presidente della Provincia dell'Aquila.
Saldo nullo, al contrario, per il subentro di Nicola Mincone a Federica Chiavaroli, che si è dimessa dopo essere entrata in Senato: entrambi sono con gli alfaniani del Ncd.
Ci sono poi alcuni, come l'assessore Giandonato Morra, che è della Destra (è stato il capolista per il Senato degli storaciani alle politiche del febbraio scorso) ma ha scelto di rimanere nella pattuglia degli azzurri.
Falcidiata anche l'Italia dei valori, che aveva espresso Carlo Costantini come candidato governatore del centrosinistra opposto a Gianni Chiodi, poi risultato vincitore della consultazione. Dei sette esponenti del partito dipietrista ne restano solo due, Lucrezio Paolini e Cesare D'Alessandro. Lo stesso Costantini, formalmente ancora nel gruppo, è ormai a pieno titolo nel Movimento 139 fondato dal sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.
Gli altri, Luigi Milano, Paolo Palomba e Camillo Sulpizio, invece, sono nel Centro democratico, dopo essere transitati per Alleanza per l'Italia.
Quasi per intero fedeli alla linea i componenti del Partito democratico eletti nel 2008: fatta eccezione per Franco Caramanico, nel gruppo misto sponda Sinistra ecologia e libertà, Camillo D'Alessandro, Giovanni D'Amico, Giuseppe Di Pangrazio, Marinella Sclocco, Giuseppe Di Luca e Claudio Ruffini hanno tenuto botta e non hanno tentato l'avventura in altri lidi.
Stessa cosa per i rappresentanti della cosiddetta sinistra radicale, Maurizio Acerbo (Rifondazione), Antonio Saia (Comunisti italiani) e Walter Caporale (Verdi), rimasti saldamente alla guida dei loro monogruppi.
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LA MAPPA DEL CONSIGLIO REGIONALE
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