L’AQUILA – Continui rinvii della seduta del Consiglio regionale e centrosinistra in cerca di compattezza prima di affrontare sfide delicatissime mentre l’opposizione lancia strali.
Convocata alle 11, dopo essere scivolata inizialmente alle 15 e poi alle 18 e poi ancora alle 20 e alle 22, come da comunicazioni del presidente, Giuseppe Di Pangrazio, e del vice presidente vicario Lucrezio Paolini (Italia dei valori), la seduta del Consiglio regionale è cominciata molto dopo le 23.
I rinvii si sono resi necessari per lo svolgimento di una serie di riunioni della maggioranza di centrosinistra che, secondo quanto si è appreso, ha problemi di compattezza.
Inoltre, dopo la presentazione di circa 1.700 emendamenti ostruzionistici, è andato al vaglio delle commissioni l’esame del provvedimento di acquisizione del 30% delle azioni di Abruzzo Engineering, spa controllata già al 60% dalla Regione.
Se passerà la variazione di bilancio che dà il via al piano della Giunta, le quote saranno acquisite, con una contemporanea transazione del debito e chiusura del contenzioso, dalla società controllata da Finmeccanica, Selex Service Management.
In Ae sono impiegate circa 180 persone, metà delle quali impegnate in commesse per la ricostruzione e metà in cassa integrazione.
Ae è stata messa in liquidazione dalla ex Giunta di centrodestra, che la ritiene un carrozzone politico a uso e consumo del centrosinistra, mentre l’attuale maggioranza vuole rilanciarla.
L’operazione ha avuto l’ok della quarta commissione consiliare (Politiche comunitarie) a condizione che l’esecutivo si occupi anche di altre delicate vertenze e poi è passata alla prima (Bilancio) per un lungo esame.
PUNTI NASCITA, ANCORA PROTESTE
È prevista per domani l’udienza del Tar dell’Aquila sulla sospensiva legata al ricorso del Comune di Atri (Teramo) contro il decreto del commissario per la sanità nonché presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, con il quale è stata sancita la chiusura di quattro punti nascita, oltre ad Atri, Penne (Pescara), Ortona (Chieti) e Sulmona (L’Aquila) “perché con meno di 500 parti e non sicuri”.
Lo ha reso noto lo stesso sindaco del Comune del Teramano, Gabriele Astolfi, che anche oggi ha manifestato fuori da palazzo dell’Emiciclo, sede del Consiglio regionale, per protestare contro la chiusura insieme ai rappresentanti dei comitati delle altre tre città.
Una chiusura già programmata, conseguenza delle disposizioni del tavolo di rientro del deficit sanitario a cui è sottoposto da anni l’Abruzzo, che da tempo anima i cittadini si sono intrattenuti con i consiglieri di Forza Italia Lorenzo Sospiri, Mauro Febbo, Paolo Gatti ed Emilio Iampieri.
Una delegazione presenzierà ai lavori della seduta del Consiglio regionale.
“Abbiamo fiducia nel pronunciamento del Tar, il punto nascita di Atri, dove nascono oltre 500 bambini, rispetta 53 parametri su 54 con quest’ultimo che non è un parametro, e insiste su una infrastruttura molto sicura – spiega il sindaco – Ho spiegato queste cose in commissione Sanità ma nessuno ha risposto alle mie domande”.
Protestano anche i cittadini di Ortona, e Manuela Mucci, responsabile dell’unità di ostetricia del Punto nascite di Ortona fa osservare che “il nostro punto nascite ha registrato un più 15 per cento di parti nel 2013, un più 29 per cento bei primi sei mesi del 2015. Chiedere questa struttura è una follia, un ‘ingiustizia”
“La decisione dell’assessore Paolucci – sostiene ancora Manuela Mucci – a cui chiediamo un ripensamento, sii basa su dati errati, elaborati dai tecnici dell’Osservatorio punto nascite. Ad esempio non si può non tenere conto che il tasso di mortalità è stato negli ultimi 5 anni dello 0,001 per cento, e che la percentuale dei parti cesarei di solo dell’11,9 per cento. Numeri che dimostrano la qualità del punto nascite di Ortona”.
I comitati hanno manifestato anche con l’esposizione di cartelloni e striscioni. A protestare anche rappresentanti del Movimento 5 stelle.
FORZA ITALIA: “CENTROSINISTRA RINVIA PER EVITARE CONFRONTO”
“Siamo di fronte a una maggioranza che non accetta il confronto, che rallenta i lavori e non produce nulla di concreto”.
Così il presidente della commissione di Vigilanza, Mauro Febbo e il capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, sui lavori del Consiglio regionale.
A proposito dei rinvii, l’ultimo alle 18, i due sottolineano però che “a qualsiasi ora sarà programmata, presenteremo la mozione di sfiducia all’assessore alla sanità Silvio Paolucci”.
Secondo quanto si è appreso, dietro questa azione c’è la volontà di discutere in aula sulla chiusura dei punti nascita, contro cui è in atto l’ennesima protesta, sulla quale nei mesi scorsi la maggioranza di centrosinistra è andata sotto su una mozione che sospende il provvedimento.
I forzisti sono arrabbiati perché il commissario D’Alfonso e l’assessore Paolucci hanno già deciso di chiudere “per un puntigllio” i punti nascita, ma non lo dicono apertamente dando
“false speranze alla gente e alla maggioranza”.
“Innanzitutto – spiegano i consiglieri – il centrosinistra si ostina ipocritamente a dilatare i tempi visto che l’assise regionale chiaramente al fine di portare allo sfinimento i manifestanti che protestano contro la chiusura dei punti nascita. Inoltre i lavori della Commissione, programmata prima della seduta consiliare, si stanno protraendo oltre il previsto in quanto anche all’interno della maggioranza ci sono forti ed evidenti perplessità sulla necessità di salvare Abruzzo Engineering”.
“I rappresentanti del centrosinistra hanno confermato tutta la loro arroganza – aggiungono Febbo e Sospiri – rifiutando di incontrare cittadini e comitati arrivati oggi all’Aquila in rappresentanza dei territori di Atri, Ortona (assente il sindaco), Penne (assente il sindaco) e Sulmona (assente il sindaco) ai quali non è stato concesso di incontrare i membri del Governo regionale”.
MARIANI (PD): “FANNO OSTRUZIONISMO STUCCHEVOLE”
“È la minoranza che non accetta il confronto presentando migliaia di emendamenti a ogni progetto di legge in esame in commissione con il solo fine di bloccare provvedimenti utili per la regione Abruzzo”.
Così il capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale, Sandro Mariani, risponde alle critiche della opposizione di centrodestra.
“È stucchevole registrare questo atteggiamento ostruzionistico ogni volta sia convocato il Consiglio. Anche in passato, quando a governare c’era Chiodi e Mauro Febbo era assessore, venivano convocate le commissioni consiliari lo stesso giorno del Consiglio regionale per esaminare provvedimenti urgenti”, prosegue.
Secondo Mariani “siamo pronti alla discussione in aula, ma prima vogliamo chiudere il dibattito su Abruzzo Engineering in commissione. Mentre noi siamo intenti a risolvere i problemi di centinaia di lavoratori – accusa – occupandoci allo stesso modo delle altre società ed enti regionali lasciati senza futuro e carichi di problemi finanziari, Forza Italia oggi se ne lava le mani, non producendo nulla di concreto e preferendo al dibattito ed al confronto, un inutile ostruzionismo fatto di migliaia di emendamenti per lo più incomprensibili”.
“Se il centrodestra farà proposte siamo pronti a entrare nel merito”, assicura in conclusione.






