L’AQUILA – “Il ‘nostro’  Chiodi, per ricomporre le trame di un Esecutivo regionale ormai falcidiato dalle forzate assenze, fa un po’ come Penelope: di giorno tesse e di notte, invece, scioglie tutti i fili della sua tela. Una storia infinita, che terminerà chissà quando e chissà come”.

Lo afferma Cesare D’Alessandro, Vice Capogruppo regionale dell’Italia dei valori.

“La verità – dice – è che Chiodi, pià che procedere a un rimpasto, si sta cibando di un pasto indigesto e ormai non sa più a che santo votarsi, visto che il suo Silvio – l’unico in grado di imporre scelte anche alla coalizione regionale di centrodestra – è in ben altre faccende affaccendato! Dopo l’azzoppamento giudiziario che l’ha privato dell’assessore alla Sanità e di quello alle Politiche Ambientali, deve scegliere se ‘litigare’ con i marsicani, con i chietini o con gli aquilani”.

“Se imbarca in Giunta un marsicano, saranno gli aquilani a fargli traballare da subito la barca; e si può anche capire, visto che dall’inizio della legislatura e per la prima volta dal 1970, la città dell’Aquila non esprime un solo assessore. Se incorona Menna, i chietini del Pdl minacciano di farsi scudo umano e salire eroicamente sulle barricate in corso Marrucino. Se non lo fa, non compensa la perdita dei tre consiglieri trasferiti al gruppo FLI di Gianfranco Fini”.

“Più che di due o tre caselle mancanti da coprire, si tratta per l’esponente dell’Idv – di un vero e proprio puzzle da comporre con pezzi che non combaciano e si mischiano in continuazione. Sinceramente non riusciamo ad appassionarci a questa telenovela senza valori e pudori, con un cast di attori rimediati e senza un nome di richiamo, dove tutti sgomitano per avere la parte del protagonista”.

“Ma i problemi, quelli veri, degli abruzzesi? Dov’è – si chiede D’Alessandro – la politica che deve occuparsene? La sanità sfasciata, i rifiuti, i disoccupati, la ricostruzione dell’Aquila e delle zone terremotate, la pianificazione territoriale, le politiche energetiche, gli interventi nelle aree urbane, i giovani senza lavoro, la scuola allo sfascio. Dove sono finiti? Scomparsi dall’agenda del nostro Presidente, ma purtroppo ricorrenti negli incubi degli abruzzesi