L’AQUILA – Una tegola per l’Abruzzo, nel consiglio dei ministri che ha ieri approvato le misure del Cura Italia, per gli aiuti economici per far fronte all’emergenza coronavirus: il governo ha impugnato alla Corte costituzionale la legge di bilancio 2020, la prima del centrodestra di Marco Marsilio, approvato nella notte del 28 dicembre in un clima di rissa, con le opposizioni che hanno dato battaglia, in particolare, contro un il maxi-emendamento da 4 milioni con fondi a pioggia per comuni e maifestazioni, e per il “pizzino” della Lega, il foglio scritto a mano che è diventato a posteriori parte integrante della delibera sul bilancio, per finanziare i progetti di legge, non ancora approvati, presentati dai salviniani.
Le norme contestate sono quelle che rendono abitabili i sottotetti, le “Disposizioni in materia di prevenzione e contrasto al fenomeno del bullismo e cyberbullismo”, e la già impugnata legge sulle case popolari, questa volta sulle modifiche relative ai reati per i quali è consentita l’esclusione dai benefici abitativi ed economici dei soggetti condannati con sentenza passata in giudicato.
Pronta la reazione del consiglio regionale, che in una nota afferma che “nonostante il momento di grave difficoltà nazionale, si sta attivando per apportare nuove modifiche alle parti contestate della norma, in un’ottica di collaborazione e nel tentativo di evitare il contenzioso istituzionale”. Difendendo però la legittimità di quanto deciso.
Incalza il centrosinitra che con il capogruppo del Partito democratico Silvio Paolucci, sostiene che “sin dal varo del documento economico-finanziario avevamo paventato lo scenario che oggi si è puntualmente materializzato con lo stop dal Governo e il ricorso alla verifica di costituzionalità di alcuni passaggi del Bilancio 2020 per altro scritto “a mano”. Ma Paolucci si dice anche pronto a collaborare con la maggioranza “perché l’Ente possa utilizzare in modo completo lo strumento del bilancio, specie in questo particolare di emergenza”
Tre i punti contestati dal governo della legge della Regione Abruzzo n. 3 del 28 gennaio 2020, recante “Disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio di previsione finanziario 2020-2022 della Regione Abruzzo (legge di stabilità regionale 2020)”.
La prima è una norma in materia urbanistica che “si pone in contrasto con la disciplina statale in materia di tutela dei beni culturali e paesaggistici e viola l’articolo 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione, nonché i principi di ragionevolezza e buon andamento, di cui agli articoli 3 e 97 della Costituzione”.
Una seconda norma riguarda “i finanziamenti pubblici per le associazioni di promozione sociale lede i principi costituzionali di uguaglianza sostanziale di cui all’articolo 3 della Costituzione e di autonomia delle formazioni sociali e sussidiarietà degli enti del terzo settore, di cui all’articolo 2 e 118, ultimo comma, della Costituzione”.
La terza norma contestata è “in materia di benefici abitativi”, perchè “lede i principi di uguaglianza e di ragionevolezza espressi dall’articolo 3 della Costituzione; altre norme di carattere finanziario violano, infine, l’articolo 81, terzo comma, della Costituzione e l’articolo 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione, riguardante la potestà legislativa esclusiva dello Stato in materia di armonizzazione dei bilanci pubblici”.
“Il Consiglio, nonostante il momento di grave difficoltà nazionale, si sta attivando per apportare nuove modifiche alle parti contestate della norma, in un’ottica di collaborazione e nel tentativo di evitare il contenzioso istituzionale”.
Lo si afferma in una nota ufficiale del Consiglio regionale d’Abruzzo, a seguito dell’impugnazione da parte del governo di tre norme contenute nella legge regionale di stabilità 2020.
“In particolare sul tema del “recupero dei sottotetti”, che in questo momento appare centrale nella contestazione ricevuta, il Servizio Legislativo del Consiglio regionale ha elaborato una serie di controdeduzioni che certificano la bontà dell’intento normativo contro il parere negativo espresso dal Governo. Diverse sentenze della Corte Costituzionale, infatti, hanno già “assolto” altre Regioni da imputazioni similari facendo emergere dei principi a cui anche l’Abruzzo si richiama. La materia trattata è oggetto di potestà legislativa concorrente e le azioni proposte si limitano a incentivare il recupero dei vani inutilizzati nel rispetto della normativa urbanistica ed edilizia, senza incidere in alcun modo sulla pianificazione territoriale o sulla localizzazione degli interventi affidati ai piani urbanistici comunali. Il Consiglio regionale dell’Abruzzo, alla luce della giurisprudenza costituzionale, non intravede i vizi di legittimità costituzionale paventati dal Governo, considerando che le modifiche apportate alla legge regionale sull’edilizia si limitano a prescrizioni di carattere tecnico-edilizio senza intaccare disposizioni paesaggistiche ed ambientali dei comuni”.
“Ulteriori impugnative sulla norma in tema di “edilizia pubblica” riguardano i reati per i quali è consentita l’esclusione dai benefici abitatiti ed economici dei soggetti condannati con sentenza passata in giudicato – prosegue la nota – . Anche in questo caso il Consiglio regionale evidenzia la difformità nel giudizio del Governo, indicando medesime normative vigenti nelle Regioni Lombardia, Puglia, Marche e Piemonte che però non hanno subito impugnative di illegittimità costituzionale.
Infine, sulle “Disposizioni in materia di prevenzione e contrasto al fenomeno del bullismo e cyberbullismo”, vengono recepite le indicazioni suggerite dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che ha proposto di allargare i benefici della norma a tutti “gli enti del terzo settore” e non solo alle “associazioni di promozione sociale” così come originariamente formulato. Su tutte le obiezioni fatte dal Governo il Consiglio regionale ha elaborato atti di impegno a firma del presidente Lorenzo Sospiri alo scopo di adeguare la normativa regionale alle osservazioni governative”, conclude la nota.
“Sull’impianto della legge il Governo nulla ha osservato, dimostrando una volta per tutte la validità dell’operato della Lega che ha voluto imprimere un’accelerazione a norme di forte impatto programmatico e sociale”.
Lo dichiara il capogruppo della Lega in Regione Abruzzo, Pietro Quaresimale, nel merito dell’impugnativa del governo alla legge di Bilancio 2020.
“I rilievi del Governo sono limitati ad alcuni aspetti formali, ovviamente tutte le norme di spesa sono salve ed il Governo regionale può procedere spedito all’attuazione della finanziaria“, prosegue il capogruppo leghista. “Le opposizioni se ne facciano una ragione, il Governo ha dato il via libera definitivo alle leggi della Lega contenute nella finanziaria regionale. Ora però dobbiamo concentrarci tutti sull’emergenza coronavirus anche sotto il profilo economico, anche perché i provvedimenti varati dal Governo rappresentano solo un “pannicello caldo” in campo economico. E’ dunque compito primario della Lega intervenire lì dove il Governo nazionale è stato carente: dal mancato sostegno alle imprese alle partite iva. E’ in considerazione di questo che ci stiamo attivando per ascoltare tutte le associazioni di categoria e gli ordini professionali. La Lega, infatti, ha proposto norme per la sospensione immediata di tutte le tasse, bolli ed imposte varie di competenza regionale oltre alla rimodulazione di tutti i fondi possibili.”
E conclude: “Auspico, pertanto, che la legge sia approvata con il concorso di tutti già martedì prossimo 24 marzo. E’ l’unico strumento possibile per attuare le migliori azioni strutturali e sistemiche di cui l’Abruzzo ha bisogno”
Sin dal varo del documento economico-finanziario avevamo paventato lo scenario che oggi si è puntualmente materializzato con lo stop dal Governo e il ricorso alla verifica di costituzionalità di alcuni passaggi del Bilancio 2020 per altro scritto ‘a mano’: si corregga in fretta”, così il capogruppo Pd Paolucci.
“Bisogna essere in condizione di poter operare subito, evitando la contrapposizione istituzionale e attivando gli uffici per correggere quanto richiesto – esorta Paolucci – Come centrosinistra siamo disponibili a fare la nostra parte perché l’Ente possa utilizzare in modo completo lo strumento del bilancio, specie in questo particolare momento, ma non possiamo non rammentare il fatto che quello approvato era un bilancio pesantemente a rischio e in più passaggi viziato. Lo era, fra l’altro, per via del super emendamento da 4 milioni di fondi a pioggia, nonché per la triste aggiunta vergata a mano dalla Lega, fatta diventare parte integrante della delibera sul bilancio, finalizzata a coprire, prima volta nella storia amministrativa e legislativa regionale, progetti di legge-manifesto di stampo sovranista, non ancora votati e passati al vaglio del Consiglio. Preso atto di questo ulteriore stop, l’invito a chi governa è quello di una maggiore condivisione delle azioni e di apportare le correzioni per dare le prime risposte a cittadini e imprese per la crisi economica scatenata dall’epidemia, perché l’interesse più alto tutelato sia quello degli abruzzesi.”





