Giovanni Lolli, Silvio Paolucci, Marinella Sclocco, Dino Pepe, Mario Mazzocca e Donato Di Matteo: i destini dell’Abruzzo sono in significativa parte nelle mani di queste sei persone, che il presidente, Luciano D’Alfonso, ha scelto come assessori, affidando loro la stanza dei bottoni della amministrazione della cosa pubblica regionale.
La luna di miele, ovvero il periodo di adattamento e insediamento cominciato all’indomani delle elezioni del 25 maggio, può dirsi concluso. I sei hanno avuto tutto il tempo, come si dice in gergo, per “studiarsi le carte”, per “farsi un’idea”, per ”rodare la macchina”. Ora bisogna passare all’azione, realizzare a spron battuto quanto promesso, ad anzi garantito in campagna elettorale.
AbruzzoWeb ha deciso di avviare un ciclo di interviste per fare il punto sui tempi e i modi con cui i nostri intenderanno passare dalla teoria alle pratica.
PESCARA – Mario Mazzocca, assessore di Sinistra ecologia e libertà, unica dissonanza cromatica nel monocolore Pd in Giunta, ha le deleghe all’Ambiente e all’Ecologia, al Servizio Idrico Integrato, e ancora Enti Locali, Assistenza Tecnica ai piccoli Comuni Associazionismo territoriale, Protezione civile, Cave e torbiere e Termalismo.
Classe 1961, Mazzocca è un architetto che alla spalle ha una lunga esperienza amministrativa come sindaco di Caramanico Terme, in provincia di Pescara, suo paese di nascita e dove tuttora risiede, e come presidente della Comunità del Parco nazionale della Majella e della Comunità montana Montagna pescarese.
Alle ultime elezioni ha ottenuto 1.245 preferenze, ottenendo l’assessorato in virtù degli accordi pre-elettorali tra Sel e Pd.
Quale sarà il primo provvedimento che porterà in aula consiliare?
L’aggiornamento del Piano regionale dei rifiuti, che sarà pronto per settembre, e l’istituzione dell’Agir, l’Autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, che svolgerà funzioni di programmazione, organizzazione e controllo sull’attività di gestione del servizio, la cui assemblea sarà costituita da tutti i Comuni della regione, e che darà al sistema maggiore razionalità, riduzione della frammentarietà ed efficientamento.
Nel Piano rifiuti sono previste nuove discariche o impianti di incenerimento?
In questi giorni sto girando il territorio, sto visitando tutti gli impianti di smaltimento. Dai primi dati non credo servano altre discariche, e non c’è nessuna esigenza di inceneritori, la mia è una posizione tecnica, non solo politica, gli inceneritori non sono remunerativi dal punto di vista economico.
Lei si dovrà occupare anche di servizio idrico integrato, della riforma tante volte annunciata ma mai attuata delle Ato?
È questo uno dei punti qualificanti del programma di legislatura, va riordinato tutto il settore, nel rispetto dell’esito del referendum: la gestione deve rimanere pubblica, ma con logica manageriale, non sono più tollerabili gli sprechi e le inefficienze a cui abbiamo assistito negli ultimi anni.
Dall’acqua al petrolio: Matteo Renzi liquida come “comitatini” chi si oppone alle politiche energetiche del governo, comprese le estrazioni petrolifere in Adriatico. D’Alfoso ha detto cose in segno opposto…
Noi ci opporremo fino alla morte, l’Abruzzo ha un’altra vocazione, deve essere un giacimento di bellezza, di turismo e qualità ambientale, non un distretto minerario.
Le procedure sono in capo al governo. Con la delibera di Giunta del 28 luglio, già strasmessa al Ministero abbiamo già posto il diniego della Regione Abruzzo in sede di Via nazionale sul progetto di Ombrina mare due. Ribadiremo il nostro no in sede di conferenza servizi a settembre. Se sarà necessario ci opporremo con un ricorso al Tar. Su questo fronte la maggioranza in regione è compatta.
Tempi di spoil system anche all’Arta, l’Agenza regionale di tutela ambientale, sostituirete l’attuale direttore generale Mario Amicone, nominato dal centrodestra?
Diciamo che prima di tutto l’Arta ha bisogno di un’importante riorganizzazione, vanno ottimizzate le professionalità interne, vanno velocizzate le analisi effettuate su acque ed aria. Le nomine vengono dopo.
Altra priorità indicata in campagna elettorale: ripulire i fiumi d’Abruzzo. Concretamente come si sta muovendo?
Ho avuto incarico di monitorare tutti i fiumi della Regione ed elaborare un piano di intervento. In queste settimane stiamo raccogliendo i dati, mettendo ordine tra gli studi già fatti. Entro il 2014 il piano sarà già pronto in modo tale che nel 2015 si potrà cominciare a intervenire, riparando i depuratori rotti, costruirne di nuovi dove serve, o anche fitodepuratori, più economici ed altrettanto efficienti, effettuare le opere che interessano gli argini.
Passiamo alle cave e al sottosuolo, quali sono le misure concrete in corso d’opera su questo fronte?
Va approvato al più presto un piano cave, atteso da anni. Stiamo lavorando poi al Piano del sottosuolo. Molte società private collocano tubature, fibre ottiche, ma in mancanza di una normativa ad hoc non pagano un euro di oneri, alla Regione e ai Comuni. Per ora stiamo fotografando la situazione, mappando tutti gli interventi di interferenza tra suolo e sottosuolo, in modo tale che poi si potrà mettere a punto una delibera che consentirà all’erario di incamerare significative economie.
Piccoli Comuni, molti di loro si stanno spopolando, cosa pensa di fare concretamente per contribuire a frenare questo drammatico fenomeno?
Un tema complesso, una sfida difficile. Mi limito a indicar e una misura concreta che potrà essere replicata altrove: i Comuni della valle Peligna si sono uniti e hanno messo a punto progetti integrati per la promozione turistica e la creazione di attività economiche di prossimità. Il progetto è stato finanziato con circa 2 milioni di euro. Filippo Tronca






