L’AQUILA – “L’assessore l’ho fatto volentieri per 5 anni e mezzo e i cittadini hanno espresso un giudizio netto su qualità e quantità del mio lavoro, ma è una storia terminata. Io e Gerosolimo siamo amici, se mi chiede consigli glieli darò volentieri, li davo anche alla Sclocco, ma lei li rifiutava!”.

Così il vice presidente del Consiglio regionale in quota all’opposizione, Paolo Gatti, smentisce la ricostruzione politica che lo vede “assessore ombra” dietro al nuovo arrivato nella Giunta D’Alfonso, Andrea Gerosolimo di Abruzzo civico, che tra le poche deleghe ha quella al Lavoro che Gatti ha detenuto nei 5 anni e mezzo di amministrazione Chiodi.

“È evidente che sto all’opposizione e lavoro per un’alternanza – chiarisce Gatti – poi se il governo della Regione Abruzzo fa cose buone per i cittadini sono contento, mica sono matto!”.

Sul rimpasto appena terminato, Gatti si augura che il presidente “voglia spiegarlo agli abruzzesi perché raccontare le cose con trasparenza è un dovere. Servirà a dare più efficienza al governo regionale e migliori risposte? Leggendo le deleghe, un po’ di punti interrogativi vengono fuori”.

E Gatti entra nel dettaglio delle nuove deleghe ufficializzate oggi. “È la prima volta nella storia della Regione che si spacchetta il Lavoro dall’Istruzione e dalla Formazione, non avviene da nessuna parte e non si capisce perché quel capo dipartimento debba avere almeno tre assessori. La Sclocco ha i suoi uffici in due sedi a Pescara, non c’è efficienza”.

Prosegue poi, “chi è il delegato alla Cultura? Il presidente? Dobbiamo concludere che una cosa è la Cultura, un’altra la Valorizzazione dei beni culturali, che ha la Sclocco? Molto bene, fantastico, dovrebbe spiegarlo all’uomo di strada, chissà se gli abruzzesi sono in grado di comprenderlo”.

Ancora, “Paolucci era molto oberato ma perché gli è stato tolto il Personale? Perché non ce la fa? Perché ha fallito? Perché è impegnato con alterne fortune sulla sanità? Se fosse voluto uscire dalla Giunta lo avrei compreso benissimo, da qui a qualche settimana, visto quello che accadrà, non vorrei essergli neanche lontano parente!”.

“Le deleghe andavano cucite sui dipartimenti, come facevamo noi, un assessore e un direttore, con una filiera responsabile politico-responsabile gestionale e deleghe chiare – dice la sua Gatti – Un assessore dovrebbe avere più dipartimenti, invece è successo il contrario”.

“Ma le ragioni di questo taglia e cuci sono solo la sopravvivenza politica della maggioranza e gli equilibri, con l’efficienza non c’entrano niente”, conclude. (alb.or.)