PESCARA – “Abbiamo sviscerato con toni duri le problematiche legate ai rapporti di quattro anni di coalizione. E’ stato un confronto aspro ma sono molto soddisfatto: sono in maggioranza dal ‘93, trent’anni ormai, da quando sono stato nominato assessore al comune di Chieti dal compianto Nicola Cucullo, e poche volte mi era capitato di partecipare ad una riunione tesa sì ma che ha chiarito molte cose che si erano accumulate tra di noi. Ora possiamo correre tutti insieme nel rush finale della legislatura per bissarla, un obiettivo importante che mai nessuno prima era riuscito a centrare”.

Il capogruppo di FI in Consiglio regionale, Mauro Febbo, con i suoi 64 anni il più longevo politicamente e quindi di esperienza della truppa di centrodestra che governa la Regione Abruzzo dal febbraio del 2019, è il primo a rompere la consegna del silenzio che la maggioranza si era data dopo il lungo summit di venerdì sera a Pescara.

Un ordine, quello di tenere le bocche cucite, al quale non ha fatto seguito l’invio di un comunicato stampa ai media da parte del presidente, Marco Marsilio, di FdI, e dei suoi alleati, nota stampa peraltro preparata e non inviata per la mancata unanimità nella condivisione del testo da parte dei protagonisti dell’acceso confronto.

Una delle prove più evidenti che il summit di oltre quattro ore, alla presenza del governatore, dei segretari regionali e dei capigruppo di meloniani, Lega, Fi e moderati,non è finito nel migliore dei modi per una coalizione che litigiosa è sempre stata e che non si è ricompattata neppure in seguito alla bufera giudiziaria che l’ha investita con gli arresti per appalti truccati, tangenti e spaccio, nell’ambito del Comune di Pescara, anche questo amministrato dal centrodestra guidato dal sindaco, Carlo Masci, inchiesta che vede indagato il presidente della Giunta regionale, Lorenzo Sospiri per una cena elettorale di 400 euro nella campagna elettorale per le politiche dello scorso mese di settembre.

Febbo invece esce allo scoperto e spiega agli abruzzesi come, dal suo punto di vista, è andato il summit spiegando agli elettori la strategia per vincere ancora le elezioni: Insomma, il peso della responsabilità di dirlo agli abruzzesi, davanti ai quali il prossimo anno il centrodestra di Marsilio si ripresenterà per cogliere uno storico secondo mandato, se lo è caricato Febbo, personaggio schietto e fumantino, che non le manda a dire e che si intende di situazioni tese e concitate: ebbene, Febbo, nella intervista rilasciata ad Abruzzoweb spiega con convinzione che nel summit fiume di venerdì sera (dalle 17,30 circa alle 22 circa) il Centrodestra si è chiarito, anche con toni accesi, arrivando ad una sintesi che significa ritrovata compattezza ed unità di intenti, “intorno al ricandidato Marsilio, per la volata finale e per centrare il traguardo, per la prima volta nelle storia della Regione Abruzzo, di un secondo mandato consecutivo.”

A questa testata, come documentato nel pezzo pubblicato ieri, risulta altro. Ma comunque, dando spazio nell’esercizio corretto della cronaca politica, ad ogni valutazione, si registra con serietà la presa di posizione di Febbo che ha la fama di parlare a ragion veduta.

E Febbo, in questo senso, è un esempio da seguire anche per il suo coordinatore regionale, Nazario Pagano, deputato e presidente della Commissione Affari costituzionali, che nel corso del summit, pur sottolineando che al centrodestra serve comunicare meglio le cose fatte, ha trovato comunque il modo, nel ‘segreto’ della riunione, di attaccare questa testata “perché scrive cose non vere e non positive su di lui”, sottolineando comunque con una coerenza un po’ traballante di non leggere i giornali.

Non sappiamo se l’ex presidente del Consiglio regionale, al secondo mandato in parlamento, negli ultimi mesi salito alla ribalta delle cronache politiche locali per aver disatteso l’intesa siglata nella campagna elettorale per le politiche del 25 settembre di cedere il coordinamento abruzzese al presidente del Consiglio regionale Sospiri, arriverà a redarguire il suo più anziano e saggio collega per aver rilasciato un’intervista alla testata a lui invisa.

“A mio avviso quando si dicono le cose o succedono cose che suscitano polemiche o perplessità si deve parlare e chiarire – continua il forzista -. Noi lo abbiamo fatto poco. E questo ha portato a volte ad incomprensioni, anche legate a motivi poco importanti. Nel summit di venerdì sera, ognuno di noi si è chiarito, magari anche togliendosi sassolini dalle scarpe. E questo in seguito al fatto che tutti, chi più chi meno, ci siamo calpestati i piedi. Ma ci siamo chiariti: è andata molto, ma molto bene”.

In conclusione, Febbo entra in qualche dettaglio: “Anche sulla ricandidatura di Marsilio c’è stata piena condivisione: Fdi e Forza Italia si sono espressi per primi ma anche la Lega ha dato il là. Da ora in poi sarà tutto diverso: vogliamo vincere e coglieremo l’obiettivo di centrare il primato del secondo mandato che nella storia della regione non era mai accaduto. Ci siamo dati delle regole comportamentali precise, innanzitutto nel comunicare e promuovere nettamente meglio il grande lavoro fatto ed i grandi risultati colti. Abbiamo messo a punto 3 o 4 cose molto importanti da qui alla fine della legislatura. Ma tutto parte dal fatto che dobbiamo cominciare a dire agli abruzzesi in maniera più chiara e puntuale le tante e belle cose che abbiamo fatto in quattro anni”, conclude il 64enne ex assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo. (b.s.)