L’AQUILA – La “revolution” della macchina burocratica regionale ha fatto i conti senza l’oste, e dopo un anno avrà probabilmente bisogno di una profonda revisione.

Troppi, infatti, i posti da dirigenti e relativi servizi previsti, rispetto ai rigidi paletti di bilancio imposti dalla normativa nazionale, come confermato dalla “Ricognizione del fabbisogno del personale” da qui al 2017,  già abbozzata e pronta all’approvazione da parte della Giunta regionale.

Conseguenza paradossale è che rischia di risultare inutile anche il bando pubblicato a luglio e scaduto il 7 settembre, a cui hanno risposto in 500 da tutta Italia, per ricoprire le ultime 30 caselle dirigenziali rimaste libere, e ricoperte oggi ad interim,  a seguito delle nomine di giugno, che dopo una lunga vacatio hanno assegnato a 51 dirigenti regionali altrettanti servizi nei nuovi 7 dipartimenti, più la Direzione generale, profondamente ridisegnati dalla riforma della macchina burocratica.

Inutile perché in base alla dotazione finanziaria della Regione, per prossimi tre anni, circa 10 milioni, si è appurato con la ricognizione,  i posti che possono essere assegnati sono solo nove, almeno per il 2015.

E soprattutto, di questi 9 posti, 6 andranno ricoperti, si legge nella delibera, “in via prioritaria, mediante la ricollocazione del personale in mobilità degli enti di area vasta”, ovvero con dirigenti delle Province abruzzesi le cui deleghe passeranno, approvata la legge di riordino, alla Regione Abruzzo. Gli altri 3, scorrendo le graduatorie dei vecchi concorsi pubblici. Altro per ora non si può fare.

Il sindacato dei dirigenti Direr, con il suo segretario  nazionale Silvana De Paolis si chiede dunque a che cosa sia servito il bando appena concluso, visto che non potrà assegnare posti, ne ora né in futuro, e perché la riorganizzazione della macchina burocratica, sia stata fatta alla “cieca”, cioè prevedendo più posti, e soldi, di quelli che era possibile permettersi.

“La riorganizzazione della macchina burocratica andava fatta prevedendo meno posti dirigenziali da subito – commenta ad AbruzzoWeb la De Paolis – perché era evidente che non c’erano le risorse, l’errore è stato prima stabilire il numero di servizi e dirigenti, rivoluzionando la macchina non senza disagi e disfunzioni, e solo dopo effettuare una ricognizione del fabbisogno”.

La Regione sembra essere orientata a salvare il bando appena scaduto, inserendo i 30 dirigenti selezionat, in una sorta di white list, una graduatoria da cui attingere in futuro, quando si libereranno posti e ci saranno le dotazioni finanziarie adeguate.

Una via che, mette però le mani avanti la De Paolis non può essere percorribile.

“Il bando non prevede punteggi. I candidati inviano infatti il loro curriculum, e la scelta avviene, attraverso una comparazione tra di essi, a favore delle figure ritenute più rispondenti ai ruoli da ricoprire – prosegue – C’è, insomma, un ampio margine di discrezionalità. In assenza di punteggi oggettivi non si può fare una graduatoria, non essendo previsto dalla legge uno scorrimento ‘a occhio’”.

Il Direr aveva già lamentato la mancanza di “punteggi e indicazioni di competenze,totalmente discrezionale da parte dei vertici regionali” anche in occasione del conferimento degli incarichi ai 51 dirigenti posti in essere a giugno dal direttore generale, Cristina Gerardis.

Presentando un atto di significazione, una sorta di diffida. Il problema si ripropone ora ancor più rafforzato: la discrezionalità nell’attingimento nella paventata white list incontrerebbe non solo gli strali del sindacato, ma anche si esporrebbe a ricorsi a go go degli esclusi.

Resta l’urgenza di coprire al più presto servizi rimasti scoperti particolarmente caldi. Come il dipartimento Risorse e Organizzazione, il servizio Risorse Umane tenuto oggi ad interim da Eliana Marcantonio, che si deve occupare anche della Gestione e Patrimonio Immobiliare, e del servizio Bilancio, retto pro tempore da Carmine Cipollone, a cui è stato affidato il servizio Ragioneria Generale. 

Andrà poi deciso come coprire gli altri 7 posti vacanti più urgenti di rinforzi,  con i nove nuovi dirigenti che sarà possibile assumere.

Il problema è destinato a permanere per tutti gli antri servizi scoperti e affidati ad interim.

O resteranno tali oppure, ribadisce la De Paolis “andranno ancoro una volta ridisegnati i servizi di ciascun dipartimento, riducendone accorpandoli  e ridistribuendo le competenze e il carico di lavoro sull’attuale dotazione di dirigenti”.

Poco spazio per i dirigenti esterni, per il Direr perchè “tolgono posti ai dirigenti delle province in esubero ai quali devono essere destinati tutti i posti in programmazione per gli anni 2015 e 2016”.