L’AQUILA – La rivoluzione della macchina regionale torna oggi come argomento caldissimo di discussione nella I commissione del Consiglio regionale, quella che si occupa di Bilancio.

L’organismo presieduto dal consigliere di Centro democratico Maurizio Di Nicola esaminerà, infatti, il progetto di legge presentato dalla maggioranza che intende modificare la legge numero 77 del 1999, e altre norme che, ormai da vari lustri, regolano l’organizzazione della struttura amministrativa della Giunta regionale abruzzese.

AbruzzoWeb ha consultato il testo ed è in grado di anticipare le principali novità, che vanno nella direzione della “Regione facile” più volte evocata dal nuovo presidente, Luciano D’Alfonso.

Inoltre, la riforma alleggerisce le procedure di riforma della macchina amministrativa: non sarà più necessaria una legge approvata dal Consiglio regionale per apportare ritocchi, basterà una delibera di Giunta, con passaggio delle “mazze” quindi dall’assemblea legislativa all’organo di governo.

Le modifiche in scaletta puntano a ridurre il numero dei direttori regionali e dall’altra parte a introdurre le figure del direttore generale e dei commissari per velocizzare le pratiche e non dare più scampo ai dirigenti inconcludenti e fannulloni.

L’intenzione del governatore è di approvare in Consiglio la legge riveduta e corretta entro Ferragosto, evitando in ogni caso il rischio di una “prova di forza” come quella che ha determinato il marasma all’interno della maggioranza nell’ultima seduta di lunedì scorso.

Seduta cominciata in imbarazzante ritardo proprio perché la riforma era rimasta bloccata in commissione, con il centrodestra che minacciava l’ostruzionismo per la mancata concertazione e il Movimento 5 stelle che gridava alla deriva autoritaria.

Placate le polemiche e sbollentati gli animi, maggioranza e opposizione pare abbiano trovato un terreno comune di confronto e il testo oggi in commissione sarà infatti modificato per accogliere emendamenti del centrodestra e forse anche del M5s.

LA RIFORMA
 
LE RIDUZIONI

Entrando nel merito, la novità più importante introdotta dalla riforma è la riduzione dei direttori regionali da 10 a 6, il numero degli attuali assessori regionali, a cui saranno affidati 6 nuovi dipartimenti ridisegnati con diversi e più razionali criteri rispetto alle vecchie 10 direzioni. La semplificazione porterà a un risparmio di circa 400 mila euro l’anno.

IL DIRETTORE GENERALE

Seconda novità di rilievo è l’introduzione della figura del direttore generale. Nominato dalla Giunta, potrà essere anche un esterno, e il suo incarico fiduciario potrà essere revocato se non raggiungerà gli obiettivi fissati.

Il suo compito sarà, sostanzialmente, quello di coordinare i 6 direttori di dipartimento e soprattutto di velocizzare le pratiche, mettendo fine ai cosiddetti rimpalli di responsabilità.

Nel progetto di legge è infatti scritto che “in caso di inerzia o ritardo nell’adozione di un atto il direttore generale può fissare un termine entro cui il provvedimento deve essere adottato, e se permane l’inerzia può nominare un’altro direttore di dipartimento per l’adozione del provvedimento e applicare le sanzioni nei confronti del responsabile”.

I COMMISSARI

Si introduce, poi, la figura dei commissari ad acta, che il presidente della Regione potrà nominare, scegliendoli tra i dirigenti regionali, “senza oneri aggiuntivi”, per risolvere situazioni di stallo, ovvero di “mancato conseguimento di indirizzi generali di rilevante interesse strategico”, in particolare da parte di enti e agenzie regionali.

Per esempio, se un ente non impegna i fondi che ha a disposizione, arriverà un commissario che assumerà i poteri sostitutivi rispetto al Consiglio d’amministrazione o all’amministratore di quell’ente per portare a termine la pratica.

ADDIO LEGGI DI RIFORMA, BASTA UNA DELIBERA

Con questo progetto di legge sarà infine possibile modificare l’organizzazione della macchina regionale in modo più semplice, ovvero con una delibera di Giunta.

In altri termini non si dovrà approvare una nuova legge, con tempi molto più lunghi, per ridurre ulteriormente i dipartimenti o cancellare la “facoltà” di avvalersi dei commissari, o rivedere la geografia tematica dei singoli dipartimenti.

Una delibera di Giunta, però, non potrà al contrario aumentare dipartimenti e direttori, oltre il numero previsto dalla legge, e per la stessa ragione non potrà cancellare con un tratto di penna la figura del direttore generale.