PESCARA – “Il documento di Programmazione economico-finanziaria stilato dal presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, si presenta frettoloso, scarno di programmi ambiziosi, avulso da una solida politica di sviluppo e senza la minima idea di come far crescere l’Abruzzo per affrontare i temi che bloccano la crescita”. 

Questo il commento del capogruppo regionale di Forza Italia Lorenzo Sospiri e del presidente della Commissione Vigilanza Mauro Febbo, durante una conferenza stampa questa mattina a Pescara. 

“Dopo due anni di governo – lamentano Sospiri e Febbi – presentare un Dpef vuoto senza uno straccio di idea strategica su come risollevare l’Abruzzo dalla grave crisi economica, è un chiaro segno dello sbando politico amministrativo di questa, ormai sempre più debole, maggioranza di centrosinistra. Infatti, più che un progetto di lavoro il documento sembra ancora una volta un manifesto da campagna elettorale: tutte cose da mettere ancora in cantiere”. 

“Dopo un anno – afferma Sospiri – possiamo benissimo dire che non è cambiato nulla anzi solo e ancora tasse e chiacchiere. Un’amministrazione che all’interno del un Documento vitale dove per i prossimi tre anni non inserisce politiche di crescita e abbattimento delle tasse possiamo solo certificare come questo governo regionale sia fallimentare. I dati Svimez certificano come l’Abruzzo, rispetto alle altre regioni italiane, sia cresciuta meno in termini di Pil. Una Regione per far crescere e sviluppare la propria economia deve necessariamente incidere sul carico fiscale altrimenti può ritenersi fallimentare e inconcludente”. 

Per Febbo, “siamo di fronte a un documento privo di strategia e di prospettiva negli società partecipate dalla Regione. Saga, Tua, Abruzzo Engineering, Centri di Ricerca, Arap, Ciapi, Ipab, Ater: tutti Enti che, come promesso in campagna elettorale, attendono ancora il processo di razionalizzazione per essere funzionali, competitivi e al servizio dell’Abruzzo. Ieri lo stesso assessore al Bilancio Silvio Paolucci, durante i lavori in Commissione, ha dovuto ammettere che la situazione finanziaria del Cotir è stata aggravata per non aver portato avanti il mio progetto di legge del Centro Unico di Ricerca. Per non parlare del Fondo immobiliare promesso dall’assessore Donato Di Matteo da destinare alle Ater che attendono da tempo di essere anch’esse unificate. In questi ultimi mesi abbiamo visto l’impegno personale del presidente nella redazione del Masterplan, nel quale appena viene menzionato questo importante strumento che, al contrario, dovrebbe essere attenzionato, studiato e condiviso da tutto il Consiglio regionale. Inoltre il Dpef manca completamente di una visione programmatoria sulla politica industriale, turistica, ambientale e energetica”.

“Vengono solo inserite le azioni e gli interventi da noi proposti – prosegue – mentre non sappiamo cosa e come questo centrosinistra voglia far crescere l’economia abruzzese in settori vitali e fondamentali. Mentre la parola ‘cultura’ addirittura non viene per niente menzionata figuriamoci di sua propria politica da mettere in campo”. 

“Invece – continuano Febbo e Sospiri – sulla politica sanitaria non vi è traccia di un crono programma sulla costruzione dei cinque nuovi presidi ospedalieri di Lanciano (deve ancora essere individuato la sua localizzazione), Vasto, Sulmona, Avezzano e Giulianova. Sempre nel Documento non viene menzionato se ci sarà la Asl unica regionale mentre sempre l’assessore Paolucci ha confermato in Commissione la ferma volontà di portare avanti sia unificazione delle Asl sia il mega progetto del gruppo Maltauro”. 

IL RESTO DELLA NOTA

Come non vengono menzionati i tagli insensati fatti ai danni di diversi reparti fondamentali come quello più eclatante dei Punti Nascita presso gli ospedali di Ortona, Atri, Sulmona e Penne in barba all’ultimo Decreto Lorenzi del 11 novembre dove vi sono deroghe per tenere aperti i Punti nascita. Vi è quindi un nuovo disegno della geografia sanitaria regionale che questo Governo regionale intende portare avanti e temiamo che si torni a vecchie logiche del passato dove c’era uno sbilanciamento verso la sanità privata. Come non si menziona come questa maggioranza di centrosinistra intenda portare avanti le politiche di rilanci e crescita delle opere strategiche ed essenziali come i Porti, Aeroporto e infrastrutture capaci di rispondere alle esigenze del tessuto economico e sociali dopo che abbiamo visto e assistito alla loro molta confusione su Saga, Tua, filovia e altri trasporto su gomme.

Infine, questo Documento di programmazione, tra l’altro doveva essere presentato il 30/09, si presenta come un elenco pieno di cose da realizzare in futuro per il nostro Abruzzo e addirittura rinvia tutto alla Legge di Stabilità del governo centrale dove spiega e permette di iscrivere nel proprio bilancio regionale l’anticipazione di liquidità del 2013 pari a 174 milioni di euro. 

La prova che questa programmazione è un contenitore vuoto. Non solo, martedì prossimo in Consiglio regionale questa maggioranza intende approvare un mutuo di 100 milioni di euro per portare avanti solo politiche spicciole di basso profilo piene di promesse elettorali dal sapore di sagre, festarelle e porchette. Quindi oggi abbiamo un Documento che non guarda e pensa alle nuove generazioni, non si intravedono politiche capaci di far ripartire l’Abruzzo.