L’AQUILA – Si consuma un nuovo round dentro la Regione Abruzzo tra i dipendenti e l’assessore al Personale Federica Carpineta.

Questa volta a sollevarsi sono i capo-ufficio della Giunta che contestano le dichiarazioni della Carpineta circa la necessità di “contenere il numero delle posizioni organizzative”.

In questo modo, ha incalzato l’assessore “viene eliminata definitivamente la vecchia tradizione per la quale ogni dipendente di categoria D debba avere un incarico da capo-ufficio. L’obiettivo è quello di aprire una sana e trasparente competizione, basata sul merito, tra tutti i dipendenti”.

Ma i diretti interessati non ci stanno: “i responsabili d’ufficio sono 296 a fronte di 413 lavoratori di categoria D e di un organico complessivo della Regione di 1.540 unità, quindi non è vero che tutti prendono la posizione organizzativa, per cui non si capisce quale sia la ‘vecchia tradizione’ cui fa riferimento l’assessore”.

“Inoltre – sottolineano – respingono qualsiasi affermazione che sollevi dubbi sul merito degli incarichi ricoperti, che sono conferiti dai dirigenti a seguito di un confronto tra i curriculum degli aventi diritto, nel pieno rispetto di quanto disposto da leggi e circolari regionali”.

“Il rispetto e il senso del dovere nei confronti dell’amministrazione e della collettività regionale – aggiungono –  sono ulteriormente dimostrati, anche se non riconosciuti e apprezzati dal componente della Giunta, dalla circostanza che gli stessi titolari di posizione organizzativa oltre a sostenere le responsabilità connesse al proprio ufficio, hanno spesso e per lungo tempo garantito il normale svolgimento delle attività di uffici non coperti, anche nel periodo legato all’emergenza sisma. Il tutto senza alcun incentivo economico aggiuntivo”.

“Appare opportuno evidenziare – concludono i capo-ufficio – che i termini meritocrazia e risparmio, adoperati dalla Carpineta, evocano scenari meramente pre-elettorali in considerazione del fatto che gli stessi fanno seguito a una delibera, proposta dal medesimo membro della Giunta e approvata da quest’ultima, con cui si stabilizzano definitivamente presso la Regione Abruzzo, senza alcuna selezione meritocratica, i dipendenti distaccati per mobilità e provenienti da altri enti, quasi tutti appartenenti alla categoria D e attualmente responsabili di posizione organizzativa”.

Non si placa, quindi, lo scontro tra i lavoratori della Regione e l’esecutivo politico che da mesi ha messo in campo delle iniziative di riorganizzazione del personale. Addirittura in settembre un gruppo di rappresentanti sindacali di tutte le sigle mise in atto una protesta clamorosa fuori l’aula delle sedute della Giunta di Palazzo Silone all’Aquila bloccando nella sala la stessa Carpineta e il suo collega con delega all’Agricoltura, Mauro Febbo.