L’AQUILA – Le aree interne e montane d’Abruzzo continuano a spopolarsi, e vivono crescenti problemi di marginalità e taglio di servizi. Ma in questa legislatura sono più d’uno i santi in paradiso a cui l’Abruzzo minore e dimenticato può appellarsi, ben due gli assessori regionali a Palazzo Silone che del suo destino ne hanno fatta una ragione di vita o di morte, in virtù anche delle rispettive deleghe dai confini che in buona parte si sovrappongono.
Ci riferiamo ad Andrea Gerosolimo, ex Abruzzo civico, assessore regionale al lavoro ma anche con specifica delega alle aree interne. Originario di Sulmona, una delle capitali dell’entroterra della provincia aquilana. E a Donato Di Matteo, Partito democratico, assessore ai lavori pubblici, che ha la delega a Parchi, riserve e montagna. Originario di Roccamorice, borgo montano sulle pendici della Majella pescarese.
L’attivismo di entrambi su questo fronte è sempre più marcato, anche comprensibilmente con l’approssimarsi delle elezioni amministrative di maggio, dove buona parte dei Comuni dove si vota sono nell’entroterra.
Per entrambi sembra evidente poi la volontà di marcare la loro identità politica rispetto agli esponenti di maggioranza percepiti come esponenti delle aree metropolitane o della costa adriatica.
Gerosolimo ieri a tal proposito è stato protagonista di un’assemblea pubblica a Bomba (Chieti), sulla problematica dei cinghiali in relazione allo stato di abbandono delle aree interne. Con la partecipazione del consigliere regionale Mario Olivieri, con cui ha appena rottamato il gruppo Abruzzo civico, e l’assessore regionale dem Dino Pepe.
Pochi giorni fa si è unito al grido d’allarme per la crisi occupazionale che sta affliggendo le aree interne dell’aquilano, dove dal 2009 al 2015 i disoccupati sono aumentati del 70 per cento e quelli di lunga durata, senza lavoro da più di un anno, in misura esponenziale dell’807 per cento.
Ancor prima a dicembre assieme al presidente della Commissione territorio Pierpaolo Pietrucci del Pd, ha promosso il primo di una serie di incontri trai i sindaci dei Comuni che fanno parte del territorio dell’Area della Valle Subequana-Gran Sasso, una delle quattro individuate in Abruzzo per la realizzazione della strategia nazionale per le aree interne.
Non è da meno però in questo attivismo a favore delle aree interne Donato Di Matteo.
Pochi giorni fa per ad Arsita, paese montano del Gran Sasso teramano, con il presidente della IV commissione consiliare e “facilitatore delle aree interne” Luciano Monticelli, Pd, e il presidente regionale del Club alpino italiano Gaetano Falcone, per lanciare il progetto del “distretto della montagna”, entità a cui riservare – ha spiegato Di Matteo “bandi specifici per investimenti capaci di stimolare lo sviluppo del territorio montano”. “È impensabile – ha sottolineato infatti Di Matteo – che ci siano ancora ritardi in termini di sviluppo tra costa e aree interne”.
Numerose poi in questo primo scorcio di legislatura, le prese di posizione di Di Matteo sullo stesso tema, e le proposte per favorire il rilancio di attività agricole e pastorali, la ristrutturazione di antichi borghi, gli interventi su infrastrutture e digitalizzazione delle aree interne.
Non si registrano pochissime iniziative congiunte tra i due assessori, che pure coltivano la passione per la medesima causa.





