L’AQUILA – Potrebbe crearsi un clamoroso effetto collaterale, quello di un danno erariale, dopo il pasticcio nella circoscrizione elettorale di Teramo alle ultime elezioni regionali, dove sono stati corretti in fretta e furia alcuni conteggi per via di un palese errore nel primo invio all’ufficio centrale.

Dal giorno della proclamazione, giovedì 12, infatti, sono entrati in pagamento gli stipendi e i vari benefit per i nuovi consiglieri regionali, in contemporanea alla cessazione di quelli del vecchio Consiglio.

Ecco perché quello che sarà costretto a uscire in caso di variazioni avrà maturato una somma che lo Stato dovrà pagare per un errore di qualche suo funzionario, da capire a quale livello.

Magari sarà una somma piccola perché l’ufficio centrale regionale ma più passa il tempo senza che vengano presi i correttivi, più aumenta, e più sale l’ipotesi di un intervento della magistratura contabile.

IL CONSIGLIO CHE SARA’

Alla luce del riconteggio arrivato da Teramo, è il candidato Alessio Monaco di Regione facile a Chieti che, con estrema probabilità potrebbe, essere ammesso nel nuovo Consiglio, scompaginando gli assetti del centrosinistra di Luciano D’Alfonso.

Per fargli posto il più accreditato è un consigliere del Partito democratico, il chietino Antonio Innaurato, nonostante alcune dichiarazioni ai media di aver già ricevuto “il posto auto assegnato”.

Ma in bilico c’è anche l’unico consigliere regionale donna eletto in maggioranza, Marinella Sclocco, sempre tra i democrat ma a Pescara.

O ancora, il secondo posto per la lista del presidente potrebbe coinvolgere un’altra delle formazioni a sostegno di D’Alfonso, in particolare Abruzzo civico.

Se fosse Mario Olivieri a uscire, il consigliere più anziano con i suoi 63 anni che dovrebbe presiedere la prima seduta, potrebbero crearsi ulteriori vizi formali e spettri di ricorsi.

LE CONSEGUENZE SULLA GIUNTA

Questi ultimi due scenari avrebbero chiare ripercussioni nella Giunta, che D’Alfonso aveva annunciato per domani ma che ora in questa palude dovrà slittare per forza, con buona pace della foga del governatore.

Qualora uscisse dal Consiglio la Sclocco, infatti, sempre lei dovrebbe necessariamente rientrare dalla finestra attraverso la nomina come assessore esterno, perché una donna nell’esecutivo è obbligatoria per legge.

E visto che c’è un solo posto su sei da esterno, a perdere la poltrona sarebbe l’aquilano Giovanni Lolli, vice presidente annunciato, per la gioia dei suoi oppositori del Pd teramano e di Abruzzo civico.

Ma proprio questi ultimi ribelli rischiano eccome. Se invece a uscire fosse un loro consigliere, infatti, Ac diventerebbe un monogruppo e perderebbe quindi la capacità di esprimere un assessore, l’ex centrodestra Andrea Gerosolimo, visto che un capogruppo non può sedere contemporaneamente anche in Giunta.

Non solo, a quel punto a diventare un gruppo da 2 sarebbe proprio Regione facile che potrebbe legittimamente ambire a un posto di governo.

Scenari futuribili. Passando al panorama attuale, l’orientamento del Pd è di avere un assessore per provincia, fermandosi a quattro: Giovanni Lolli (L’Aquila), Dino Pepe (Teramo), Marinella Sclocco (Pescara) e Silvio Paolucci (Chieti).

Sempre più accreditato il teramano Sandro Mariani per il ruolo di capogruppo dei democrat.

LO STAFF DI D’ALFONSO

Intanto si vanno delineando meglio le pedine di “fedelissimi” che andranno a comporre lo staff del presidente D’Alfonso.

A capo della segreteria della presidenza della Giunta, istituita sotto Ottaviano Del Turco che schierava Lamberto Quarta e proseguita con Gianni Chiodi che ha scelto Enrico Mazzarelli, il presidente potrebbe scegliere un magistrato o un prefetto. Non ha chiarito se sarà a riposo, in caso contrario dovrebbe prendere l’aspettativa.

Il capo di gabinetto sarà invece l’ex consigliere del Partito democratico Claudio Ruffini, secondo quanto si è appreso in particolare gli è stato chiesto dopo che, consigliere uscente, aveva deciso di non ricandidarsi.

Un politico di lunga esperienza come presidente della Provincia che, in particolare, avrà una delega ai rapporti con il territorio.

Un altro dirigente sarà il giovane Gianluca Baldini, che ha accompagnato D’Alfonso in tutta la campagna elettorale. Un posto nello staff, infine, potrebbe essere occupato anche dall’aquilano Vincenzo Rivera, già braccio destro di Del Turco.