L’AQUILA – “Chiodi ha gettato la maschera. Il potere esecutivo, quello legislativo e giurisdizionale spettano tutti alla politica. E per quanto riguarda la stampa è meglio che non esageri”.
Sarebbe questo, secondo il vice capogruppo dell’Italia dei valori, Cesare D’Alessandro, “il succo dell’intervento disarmante che il nostro presidente di Regione ha fatto al Consiglio Regionale dopo gli arresti di Venturoni e Di Zio”.
“Per prima cosa – afferma D’Alessandro – Chiodi ha assolto tutti a partire da Venturoni, per arrivare a D’Alfonso e Del Turco. Poi ha bacchettato qualche piccolo magistrato, che arrestando l’assessore alla sanità va solo in cerca dei titoli di prima pagina. Il fatto che i giudici inquirenti abbiano definito ‘rifiutopoli’ il sistema delinquenziale peggiore di ‘sanitopoli’ è di secondaria importanza”.
“Riguardo – prosegue – alle precise responsabilità politiche che gli ricadono addosso, Chiodi si autoassolve su tutto, cita a sproposito Zagrebelsky, se la prende con Berlinguer, reo di aver sollevato la questione morale! Ha dato chiara la sensazione di non conoscere nè il pensiero né l’opera sia dell’uno che dell’altro”.
“In conclusione – dice D’Alessandro – Chiodi ha chiesto di poter lavorare in pace per l’Abruzzo e per la ricostruzione, perché tanti sono i problemi che dovrà affrontare. Ora Chiodi di problemi ne ha anche uno in più. Dovrà tenere a bada il suo nuovo vice commissario, famoso in Italia e nel mondo come l’inventore del ‘premio per la pace’ poi rinominato ‘premio patacca’”.
“Speriamo – conclude – che non ne venga rifilato uno da subito anche ai terremotati”.



