L’AQUILA – “In Abruzzo sono circa un migliaio i lavoratori inseriti nel bacino dei lavoratori socialmente utili (Lsu) e impegnati nell’attività di pulizia delle scuole: per la loro stabilizzazione era stato previsto un apposito percorso occupazionale, che però rischia di interrompersi drasticamente, con effetti devastanti sulle famiglie e sulla tenuta occupazionale”.
La denuncia è del consigliere regionale, Cesare D’Alessandro (IdV).

“Ricordo che ai sensi di una convenzione sottoscritta tra il Ministero della pubblica istruzione e la Regione, gli Lsu sono stati impiegati nelle scuole abruzzesi – come pure nelle scuole di altre regioni – con il compito di garantire la pulizia delle aule. Ma con una direttiva del dicembre 2010, il ministero della Pubblica Istruzione – continua D’Alessandro – ha stabilito, per l’anno scolastico 2011/2012, che si dovrà procedere all’affidamento delle attività di pulizia mediante procedura di gara da esperirsi a cura di ogni istituzione scolastica, nella propria autonomia”.

“Il rischio assai concreto, a far data dal prossimo 1 luglio, è che un migliaio di lavoratori abruzzesi e le loro famiglie rimarranno senza lavoro né fonti di reddito, proprio in ragione della minacciata riattivazione della procedura di licenziamento, in alcuni casi già avviata da parte delle aziende datoriali”.

“Per questo, abbiamo presentato un’interpellanza urgente rivolta al presidente della Regione. E’ assolutamente indispensabile – conclude il consigliere dell’IdV – che Chiodi (presidente) o Gatti (assessore), se consapevoli di questo gravissimo pericolo, rispondano alla nostra interpellanza e ci dicano se e quali posizioni intendono assumere nei confronti del Governo azionale, per evitare di buttare sul lastrico intere famiglie che spesso da quel lavoro traggono l’unico sostentamento”.