L’AQUILA – Ancora siluri sulla politica regionale della Regione Abruzzo e del governatore, Gianni Chiodi. A lanciarli, dopo il coordinatore regionale di Fli, Daniele Toto, che aveva parlato di “macelleria sanitaria”, e del segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci, che aveva invocato le dimissioni del presidente della Giunta Regione, oggi nuove bordate sono giunte dall’Idv e ancora dal Partito democratico.

Il vice capogruppo dell’Idv all’Emiciclo, Cesare D’Alessandro, senza mezzi termini ha parlato, riferendosi a Chiodi, ha parlato di “dottor Jekill e Mister Hyde”, mentre il segretario provinciale del PD di Pescara, Antonio Castricone, ha parlato di “metodi da regime”.

E sempre in tema di sanità si registra l’attacco al vice presidente della Giunta, Alfredo Castiglione, dal coordinatore regionale di Fli, Daniele Toto.

D’ALESSANDRO, IDV: “CHIODI COME DOTTOR JEKYLL E MISTER HIDE”

“Pinocchio, il burattino di Collodi noto ai ragazzi di tutta Italia, al quale cresce il naso per le troppe bugie, fa quasi tenerezza di fronte al continuo mentire del nostro presidente di Regione, Gianni Chiodi“.

Lo dice il vice capogruppo regionale dell’Idv Cesare D’Alessandro che aggiunge: “Ormai siamo al dottor Jekyll e mister Hyde: il primo è il Chiodi – commissario che da satrapo orientale fa ‘macelleria sociale’ (vedi l’onorevole Toto) nelle scelte dei primariati; il secondo è, invece, il Chiodi che vota documenti politici, con la sua maggioranza, che lo impegnano a ben altro! Siamo a fine luglio 2010, quando si discute per l’intera giornata, in Consiglio regionale, sul Piano operativo della sanità  voluto da Chiodi”.

“Vengono presentati tre documenti, di cui due bocciati (di Carlo Costantini e Camillo D’Alessandro) mentre quello di Gianfranco Giuliante, capogruppo del Pdl,è approvato con il voto di Chiodi, e con l’impegno del governatore ad istituire formalmente tavoli presieduti dai presidenti delle quattro provincie, con il compito di individuare soluzioni adatte in termini di riordino e riorganizzazione del comparto sanitario”.

“Naturalmente Chiodi, dopo averlo votato – afferma D’Alessandro – ha completamente dimenticato il documento ‘Giuliante’ ed ha agito, come è sotto gli occhi di tutti, aprendo probabilmente la resa dei conti in casa propria. L’opposizione gli ha chiesto ripetutamente di restituire al Consiglio regionale il ruolo che ad esso compete sulla Sanità. Visto che Chiodi fa orecchie da mercante, speriamo che qualcuno, in Abruzzo, gli riduca il naso e lo costringa a lasciare i panni del burattino e vestire quelli di un decente presidente della Regione, senza dover chiedere l’intervento di un giudice da Berlino”.

CASTRICONE, PD: “SU SANITA’ CHIODI USA METODI DA REGIME”

“Chiodi, con i suoi vassalli e i metodi da regime, è stato spogliato e le notizie sul taglio dei reparti e dei dipartimenti sta svegliando finalmente anche quegli esponenti di centrodestra che fino a ieri hanno difeso l’indifendibile. Ma ora non si nascondano dietro un dito: è troppo facile fare maggioranza e opposizione al tempo stesso. Questo piano va fermato”.

Lo dice il segretario provinciale del Pd di Pescara, Antonio Castricone, che ieri ha riunito la segreteria del partito per preparare una mobilitazione a difesa della sanità pubblica nella provincia di Pescara.

 “Chiodi e il centrodestra – dice Castricone – mortificano la sanità  pubblica con 217 reparti in meno, 32 nella sola provincia di Pescara, senza alcun confronto e senza alcuna analisi scientifica. Tutto ciò è chiaramente il frutto dell’incompetenza di questa giunta regionale e dei vari commissari e sub mescolata alla volonta’ di sfasciare la sanita’ pubblica a favore di quella privata”.

“La rincorsa ai primari e alle loro eventuali ricollocazioni non ci interessa” sottolinea il segretario Pd, “ma è certo che il modello imposto da Chiodi non risponde alle minime esigenze dei cittadini. Da mesi ormai sono costretti ad un vagabondaggio della salute, andando presso altre strutture e sempre piu’ spesso fuori regione, con un aggravio di costi spaventoso, sia per i cittadini che per le casse delle Regione Abruzzo. Tutto cio’ mentre nessun risparmio viene chiesto alle cliniche private”.

Allora, dice Castricone, “questo è accanimento, è la testimonianza, nella migliore delle ipotesi, di incapacità. E’ il momento di fermarsi e scrivere un patto per la salute dei cittadini abruzzesi, coinvolgendo tutta la società  nelle sue varie forme. Questo arroccamento arrogante ha prodotto solo danni a scapito di tutti cittadini”.

“E se c’è il problema delle zone interne, totalmente sguarnite di assistenza, non è da meno il problema dei grandi ospedali come quello di Pescara, che con l’approvazione del Piano Operativo ha visto solo allungare le proprie liste di attesa per qualsiasi tipo di esame clinico o intervento chirurgico. Ci chiediamo dove vogliano arrivare Chiodi, il bocciato D’Amario e la Baraldi con questo modello fallimentare di sanità. Noi diciamo basta, chiediamo che nell’interesse dei cittadini questo piano venga revocato e si apra una discussione seria”.

LA REPLICA DI TOTO A CASTIGLIONE

L’AQUILA – “Alla domanda di Alfredo Castiglione ‘A chi mai sarebbe venuto in mente di commissariare l’Abruzzo se si riteneva il modello vigente normale’, pur standoci le storture che sono state ricordate, si dovrebbe rispondere ‘A chi in passato ha fatto parte di maggioranze che quelle storture hanno tollerata e anche implementato e rispetto alle quali non si ha memoria di alcun distinguo’”.

Lo afferma il coordinatore regionale di Futuro e libertà per l’Italia, Daniele Toto, nell’ennesima puntata di una schermaglia intrapresa con il vice presidente della Regione, Alfredo Castiglione, sul riordino dell’esangue sistema sanitario regionale.

Toto ha cominciato per primo stangando il commissario per la sanità, il presidente Gianni Chiodi, parlando di “macelleria sanitaria” per descrivere il piano di riordino. Chiodi non ha replicato, ma lo ha fatto per lui Castiglione, ricordando che “il Pil è stato macellato” e affermando che i rilievi mossi contro la riorganizzazione sono “deboli sul piano tecnico e politico”.

Ora è il turno di Toto, che riprende.

“Anzitutto, non si è parlato di macelleria ‘sociale’, ma ‘sanitaria’. Non è la stessa cosa – sottolinea il coordinatore regionale Fli – Per essere più precisi a quella ‘sociale’ ci si arriverà anche attraverso quella ‘sanitaria’, se il governo regionale non esce dal suo torpore. In secondo luogo, in nessuna delle parole della presa di posizione di Fli si può rintracciare la difesa dell’assetto sanitario esistente. Non si comprende, dunque, come si ravvisi un’irresponsabilità di cui non si è data prova, non avendo Fli confutato, in nessuna frase della sua esternazione, la necessita del riordino”.

“Semplicemente – prosegue Toto – non si condividono le soluzioni riorganizzative anticipate dalle notizie di stampa e relative al riassetto dei servizi ospedalieri pubblicate. Sarà consentito di dissentire dall’ipotesi che ci siano depositari unici ed esclusivi delle verità e delle soluzioni ai problemi”.

“In altri termini – conclude – si vorrà ammettere che si possa dissentire dalle scelte altrui. Quanto a precipitare, ulteriormente, nell’angoscia i cittadini, finirà con il pensarci chi si abbandona alla vocazione al narcisismo personale a dispetto della riflessione più attenta e più disponibile intorno alle scelte da operare, per evitare di addossare agli abruzzesi ancora disagi e problemi”.
 

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